Serie A

Doveva fare sfracelli, ma alla prima ha steccato. Come l’anno passato l’Inter, Paolo Bonolis, super tifoso nerazzurro, è partito con una squadra ammazzacampionato ed invece alla prima uscita ha raccolto solo un misero pareggio, cattivo presagio (forse) una stagione tv dai risultati incerti. Il conduttore dei pacchi ha raccolto il testimone di 90° minuto, potenzialmente aveva tutto per disintegrare qualsiasi avversario: l’audience impressionante delle sue ultime apparizioni, in esclusiva le immagini del calcio che conta, due ore di trasmissione e l’apporto della Gialappa’s. Una miscela esplosiva che però alla prima ha prodotto piccole detonazioni. Al punto che la sgarrupata armata Rai di Quelli che il calcio senza uno straccio di fotogramma dai campi, riciclando immagini del passato e inventando gag e nuove imitazioni, ha in pratica raccolto lo stesso numero di spettatori. Una beffa. Come un Chievo qualsiasi che va a rosicchiare un punto a San Siro all’Inter miliardaria. In realtà Bonolis può accampare più di un’attenuante. C’era da scontare l’eredità pesante di 90°minuto e il fatto che Serie A era il primo programma sul mondo del pallone condotto dal romano. Per di più, come il Treviso e l’Ascoli che si sono ritrovate da un giorno all’altro in serie A, anche la squadra di Mediaset ha ottenuto i diritti tv a qualche giorno dall’inizio della stagione. Il poco tempo a disposizione per pensare a un programma del tutto nuovo spiega quello che si è visto nella prima puntata: una trasmissione già vista. Un 90° minuto lungo e noioso, dove le immagini delle partite si sono fatte attendere come certi autobus nelle ore di punta. Non arrivavano mai. Bonolis, non aiutato da una desolante tribuna vuota alle sue spalle, non assistito da ospiti che gli tenessero il passo, imbrigliato dalla paura di scandalizzare lo spettatore tradizionalista del pomeriggio do- menicale, ha messo il silenziatore alla sua verve. È come se Schumacher guidasse la sua Ferrari senza mai staccare dalla seconda. Lo stop del campionato porterà certamente novità. Alla ripresa ci aspettiamo un pubblico più vivo sul quale Bonolis potrà scatenare la sua batteria di battute un po’ Sordi e un po’ Totò. I servizi delle partite arriveranno molto prima e la presenza della Gialappa’s sarà di certo spalmata su tutto il programma. C’è una cosa da salvare però: la voglia di sdrammatizzare il calcio. Bonolis, con una punta di demagogia, vorrebbe riportarlo al livello di uno sport sano, ad uso e consumo di tifosi che sanno accettare la sconfitta e riconoscere la vittoria dell’avversario. Progetto utopistico, ma degno di essere sostenuto. Su questa strada, passando dal pit stop per la revisione, la supercar di Bonolis potrà tornare a correre. Diventando magari uno spettacolo assoluto come l’amato Adriano di inizio campionato. Un asso di fronte al quale anche i supporter della squadra avversaria battono le mani.

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