Sensazione unica

A proposito dell'articolo “La mente del viaggiatore” di Elena Granata, pubblicato nel n° 24/2009.
Gente
Riconoscenza «Premetto che viaggio molto da sempre, quindi mi ritenevo rotto ad ogni tipo di esperienza. Ma il viaggio in Etiopia è stato tutta un’altra cosa. Durante la visita delle chiese nella roccia nel nord, casualmente incappai in una festa religiosa copta, la festa del primo quarto della luna. Mai sentita. Per me e mia moglie fu come entrare in un’altra dimensione. Una sensazione unica di vibrare dentro e fuori, direi che anche il nostro spirito vibrava. Eravamo presenti, ma come fuori della realtà. E pensare che per anni avevo detto: ma cosa ci andiamo a fare in Etiopia. Invece eccola piantata nel mio cuore, con immensa riconoscenza».

Sergio Lorenzutti

 

Oltre «Tre anni fa sono andata alla ricerca del mio luogo di nascita “abbandonato” all’età di quattro anni; finiva l’esperienza d’emigrazione della mia numerosa famiglia. Durante il viaggio tenni un piccolo diario. Invio la sua chiusa.

«“È come un’analogia questo viaggio: la mia patria d’origine rimanda all’origine divina della mia vita; la patria dove ora vivo è la dimensione terrena nella quale storicamente mi trovo a vivere. Ma c’è un “oltre”, in ogni caso, un mistero così profondo ed ampio, dal quale spesso mi scosto. Il viaggio è un’incursione fuori e dentro di noi, se lo vogliamo”».

Maria Carmen

 

Patrimonio «Per me è stato fondamentale un pellegrinaggio in Terra Santa fatto circa quattro anni fa. Mi aspettavo un’esperienza bella e forte, anche ricca dal punto di vista culturale, ma non quello che è successo. Il secondo giorno siamo entrati nella Basilica dell’Annunciazione e, davanti all’altare che ha l’iscrizione “Qui il Verbo si è fatto carne” ho subìto una specie di choc spirituale, che non si è più ripetuto negli altri luoghi visitati i giorni successivi. All’inizio non riuscivo neanche a capire cosa mi stesse succedendo: perchè un’emozione così forte nell’anima? Poi, pian piano, ho ricordato un altro fatto: dopo essere stata fuori della mia terra, la Sardegna, per un periodo abbastanza lungo, rientrando sono stata colpita dai suoi profumi particolari ed unici, che hanno una speciale capacità di ricordarmi il mio patrimonio genetico. Questo è quello che mi è successo in Palestina, ma per ciò che si riferisce all’anima: davanti a quei luoghi si è risvegliato il mio “patrimonio genetico” spirituale, antico di circa duemila anni dato che la Sardegna è stata evangelizzata molto precocemente. Capire mi ha portato ad amare di più sia quei luoghi santi che quelli nei quali vivo immersa quotidianamente».

Luisella Corti

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