Sei sindaci per la fraternità

Al convegno dello scorso novembre di Innsbruck “Mille città per l’Europa”, sindaci di tutta Europa si erano fissati l’impegno di contribuire a “dare un’anima” al processo di integrazione e allargamento dell’Unione europea. Dalla provincia di Frosinone sei sindaci avevano partecipato a quell’evento. Danilo Campanari (Veroli), Patrizio Cittadini (Alatri), Antonio Cinelli (Monte San Giovanni Campano), Renzo Cancelli (Pescosolido), Natale Cerri (Atina), Ruggero Mastrantoni (Boville) – insieme a una delegazione di giovani del frusinate -, al ritorno dall’Austria hanno cominciato a concretizzare quell’impegno, promuovendo ad Alatri un convegno: “L’unità nella diversità. È possibile una politica di comunione?”. Organizzato col concorso del Movimento dell’unità e dalla scuola di politica Terzo Millennio, l’appuntamento ha voluto comunicare come la fraternità, iscritta per natura nell’essere umano, possa produrre un rinnovamento delle relazioni civili, economiche e politiche; il tutto prendendo spunto dall’esperienza dei sei sindaci, che hanno fatto dell’unità il loro ideale politico. L’idea del convegno nacque durante il viaggio di ritorno, quando la comitiva, durante una pausa, decise di stringere un “patto di fraternità”, da proporre ai politici del frusinate. Istituzioni, stampa e cittadinanza sono state informate del progetto, così come lo stesso prefetto. Al convegno del Politeama di Alatri, annunciato sulle pagine delle testate giornalistiche locali, sono presenti oltre duecento persone (sindaci, sindacalisti, assessori e consiglieri comunali e provinciali, giornalisti, molti giovani ed anche casalinghe). Una carrellata di interventi che della fraternità annunciata offre prima di tutto una testimonianza visibile. Anche chi è nuovo al discorso ne rimane preso. Il “Manifesto di Innsbruck” trova già solide basi in quella “reciprocità istituzionale” condivisa tra i banchi dei municipi delle sei città ciociare, che ne è al tempo stesso speranza e garanzia. L’assessore ai servizi sociali del comune di Trento, Letizia De Torre, rivela come la politica di comunione possa concretizzarsi con radicalità nei normali percorsi politico-istituzionali di un comune. L’assessore fa un chiaro e puntuale riferimento alla redazione del Piano dei servizi sociali della città trentina che ha conosciuto il coinvolgimento di oltre mille cittadini. È Chiara Lubich a essere presente nelle parole del sindaco di Veroli, Danilo Campanari, che sottolinea l’esigenza di ripartire dall’incontro con la gente, poiché il comune, più di altre istituzioni, mantiene in sé la forza della vicinanza alla fonte di ogni potere politico. “Fare in modo – ha concluso – che il sindaco possadiventare l’ultimo cittadino e che il cittadino possa sentirsi sindaco in un rapporto reciproco di rispetto”. Dall’esperienza dei sindaci si intuisce come sia impellente un ritorno alla vera democraticità delle scelte. È quanto sottolinea il sindaco di Monte San Giovanni Campano, Antonio Cinelli, chiamato a sottoscrivere con la cittadinanza, un vero e proprio “patto etico-politico”. I giovani della scuola di politica Terzo Millennio, gli stessi che proposero quel documento, sono chiamati spesso a sostenere con il loro sindaco scelte amministrative anche importanti, provvedendo a colmare il vuoto che separa istituzioni e cittadinanza. Anche ad Atina, seppure in forma diversa, si è inaugurata una esperienza amministrativa attenta alle esigenze della democraticità e orientata alla fraternità. In una maggioranza dalle multiformi provenienze politiche, lo sforzo quotidiano del sindaco Natale Cerri è quello di condurre le decisioni politiche ad una convergenza unitaria, il più delle volte resa ardua dall’assenza di dialogo nella maggioranza stessa. Senza il timore del pregiudizio, il sindaco di Boville, Ruggero Mastrantoni, ha trovato nel convegno l’occasione per esprimere il suo grido di dissenso verso ogni forma di guerra, a partire da quei piccoli contrasti quotidiani in cui ci si può trovare coinvolti: “Noi parliamo di fratellanza perché la vorremmo trovare nell’altro; bisogna chiederci anche se noi stessi siamo i primi a dare fratellanza. Io questa sera voglio impegnarmi ad essere testimone di questa idealità”. Il Movimento dell’unità è anche questo: è il luogo della reciprocità dove ciascuno, senza rinnegare le sue origini culturali, trova lo spazio per esprimersi. La politica di comunione non conosce scadenze di mandato; per questo, il sindaco di Boville, insieme a quello di Alatri, vogliono proseguire il loro impegno anche dopo la scadenza dell’investitura elettorale, ormai alle porte. “Se il Manifesto di Innsbruck – ha detto Cittadini – doveva rappresentare un punto di arrivo, per noi è stato invece un punto di partenza”. Renzo Cancelli (Pescosolido) e Natale Cerri (Atina) si riconoscono nel progetto politico del Movimento dell’unità, pur appartenendo a schieramenti politici diversi. La maturazione della loro scelta sta proprio nell’avere acquisito la consapevolezza della fraternità, non tanto dal suggerimento di una dottrina politica, quanto da una esperienza di amore reciproco condivisa a Innsbruck e che oggi prosegue rinnovata dentro l’organizzazione inter comunale della Comunità Montana della Val di Comino, cui aderiscono le loro città. Al progetto desiderano aderire anche altri sindaci della provincia, tra cui, quelli dei comuni di Alvito e Ferentino. Quest’ultimo, riferendosi alla “provocazione” di tutto il convegno, ha detto: “Certum quia impossibile”, certo proprio perché impossibile.

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