Segreti di famiglia

Cinema
Segreti di famiglia è uno dei film più personali di Francis Ford Coppola. Non solo perché è tra i pochissimi di cui il regista firma anche lo script originale, quanto per il proprio vissuto che traspare dalle vicende dei protagonisti, per la complessa e articolata (sin troppo) cosmogonia coppoliana che intesse di continui riferimenti il film e per lo stile, mai così autoriale ed europeo.

Il giovane Bennie arriva a Buenos Aires per andare a trovare il fratello maggiore Angelo, fuggito di casa anni prima per tentare la carriera di scrittore. Lo trova stranamente freddo nei suoi confronti, nonostante il forte legame che li univa. Inizia così un serrato confronto-scontro che, partendo dalle travagliate vicende familiari condizionate da un padre egocentrico e prepotente, porterà alla luce segreti inconfessabili.

Se parlare di svolta intimista, con un regista così poliedrico, sembra azzardato, certo ci troviamo di fronte a un momento di discontinuità nella cinematografia di Coppola, questa volta pensoso e introspettivo. Si potrebbe definire un neorealismo melodrammatico, se mai è possibile confinare in un genere un film che per stile e suggestioni rimanda a Rossellini e Almodóvar. E forse il limite del film è in questa magniloquenza eccessiva, che stride con la splendida essenzialità di un bianco e nero che sembra, riveduto e corretto, arrivare dall’espressionismo tedesco. Poi la lirica, la musica, il teatro, la scrittura come mezzo di riscatto. E su tutto il cinema.

Troppi i metalinguaggi per parlare di un dramma familiare, sul quale il regista sembra indugiare con eccessivo accanimento. Ma la cosa che stupisce di più, anche se marginale, è la debolezza della messa in scena quando la cinepresa esce dall’intimità delle mura domestiche. La Boca appare una quinta teatrale posticcia, così come artefatti appaiono la maggior parte dei personaggi di contorno. L’impressione è che il regista abbia dato tutto ai personaggi principali, relegando il resto al ruolo di accessorio non meritevole di particolari attenzioni.

Nonostante tutto, Segreti di famiglia è un film che affascina e ipnotizza. Per l’eleganza formale dell’insieme e la personalità che lo pervade. Non sempre, però, bastano a fare un grande film.

 

Regia di Francis Ford Coppola; con Vincent Gallo, Alden Ehrenreich, Maribel Verdù, Klaus Maria Brandauer, Carmen Maura.

 

 

Valutazione della Commissiona nazionale film: complesso, problematico (prev.).

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