Secolarizzazione e movimenti religiosi

L’affermazione dei nuovi movimenti religiosi costituisce una novità che muta lo scenario della società moderna. La secolarizzazione, tradizionalmente al centro delle analisi sociologiche, cessa di essere l’unica cifra costituiva della società contemporanea, così come la dimensione religiosa, cessa di essere riducibile al puro esito dei processi di condizionamento sociale ed alla pura reazione dinanzi ai disagi dell’esistenza individuale.

Alla luce di una tale riduzione la spiegazione dei movimenti ecclesiali si è quasi sempre ridotta ad un’analisi delle sole forme organizzative e delle strategie istituzionali. Da nessuna parte è stato portato interesse alle ragioni del credere e dell’aderire, così come non sono mai state prese in considerazione le motivazioni esplicite che fondavano il movimento. Da ciò è conseguito un netto sottodimensionamento delle figure dei fondatori  e del loro specifico carisma. In realtà, proprio nel contesto di una società secolarizzata, è impossibile comprendere le dinamiche di adesione e di appartenenza se non si fa riferimento tanto alle intenzioni esplicite del movimento, quanto al ruolo di chi lo fonda e lo anima.

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