Scuole sicure

Comincia di nuovo la scuola, ma molte strutture non sono sicure. Cosa si può fare?». Lettera firmata ‑ Potenza
Studenti scuola

«Comincia di nuovo la scuola, ma molte strutture non sono sicure. Cosa si può fare?».

Lettera firmata ‑ Potenza

 

I dati sulla sicurezza di ogni edificio scolastico dovrebbero essere accessibili per tutti su Internet secondo l’anagrafe nazionale prevista da una legge del 1996. Ogni inizio d’anno sociale si spera di vederne la pubblicazione. La trasparenza è già un forte incentivo a prendere provvedimenti adeguati.

Secondo il ministero delle Infrastrutture, la metà dei 42 mila edifici che ospitano una scuola si trovano in un’area a rischio sismico. Per la loro messa a norma occorrono, secondo la stessa fonte, 13 miliardi di euro.

Dati significativi si trovano anche nel rapporto “Ecosistema scuola”, curato ogni anno da Legambiente in collaborazione con i comuni capoluogo di provincia. Risalta subito quel 36 per cento di edifici che richiedono interventi di manutenzione urgenti, anche perché ben il 65 per cento degli istituti esistenti è stato costruito prima del 1974.

 

Come si vede, si tratta di una colossale grande opera che non troverebbe alcuna opposizione. Ma di fatto le risorse finanziarie sono scarse e discontinue, con accelerazioni improvvise, spesso davanti a disastri purtroppo annunciati. I finanziamenti vengono assicurati a livello centrale per poi essere attribuiti e gestiti dagli enti locali. Un miliardo di euro approvato nel 2010 dal Comitato interministeriale per la programmazione economica è stato già assegnato per 614 milioni di euro.

È evidente l’insufficienza dei fondi. Anche perché la sicurezza include questioni ambientali. Ad esempio, la rimozione dell’amianto ancora presente in troppe strutture.

 

Ma la priorità degli investimenti a livello nazionale nasce solo da un monitoraggio scuola per scuola che richiede l’interesse attivo, e non scontato, di chi ci lavora e studia, come delle famiglie. A partire dalla semplice richiesta di alcune notizie.

Tante competenze e buone pratiche nascono così.

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