Scuole digitali

Nati digitali
Li penseremo con nostalgia ma è giunto il tempo di archiviarli. Abaco, gessetto e cancellino polveroso vanno ormai in pensione per far spazio a lavagne elettroniche, tavolette bluetooth, penne e libri digitali. È la rivoluzione high tech della scuola italiana, che vede le tecnologie informatiche plasmare metodi e contenuti dell’insegnamento. Da quest’anno uno studente su dieci può seguire le lezioni non più sulla tradizionale lavagna in ardesia ma su uno schermo elettromagnetico su cui il docente scrive come se fosse un pc, proietta immagini, naviga in Internet, scarica video, invia lezioni agli studenti assenti. E può anche compilare quiz dal posto con un risponditore a raggi infrarossi e utilizzare tablet senza fili per interagire con lo schermo del prof.

 

Sono 35 mila le lavagne elettroniche installate in circa 2800 scuole italiane, una su quattro, nell’ambito del “Piano scuole wi-fi” del governo, e 13 gli istituti in cui si sperimenta la “Scuola 2.0” dove si usano solo libri e tecnologie digitali. Una svolta avveniristica – soprattutto per chi ha letto e riletto il libro Cuore di De Amicis – che costa 20 milioni di euro (non pochi in tempo di tagli) ma inevitabile: il web è lo strumento con cui la scuola dei libri e delle regole preconfezionate si avvicina all’universo dei giovani, ormai “nativi digitali” e “predigitali”, più avvezzi a “costruire” il loro sapere pescando contenuti in Rete, lavorando su piattaforme multimediali con linguaggi diversi, condividendo dati in maniera informale e non gerarchica, “partecipando” con altri la propria conoscenza “dinamica”, che non a farsi meri recettori di messaggi standardizzati. Una strategia lungimirante che annuncia inedite prospettive: c’è da scommettere che stavolta, insieme ai docenti, anche genitori e nonni impareranno a usare le nuove tecnologie, se non altro per affiancare i pargoli nei temuti compiti a casa. Una necessità – ci piace pensare – che porterà due mondi talora distanti a guardarsi, collaborare, comprendersi un po’ di più.

 

Harry Potter e dintorni

IL BOOM DELL’EDITORIA PER RAGAZZI

 

Nativi digitali sì, ma a quanto pare i giovani d’oggi non disdegnano i libri tradizionali. Secondo il direttore dell’Associazione italiana editori Alfieri Lorenzon, l’editoria per ragazzi made in Italy vive un vero e proprio boom, in Italia e nell’export. Intervenuto al Salone internazionale del libro di Mosca – dal 7 al 12 settembre – Lorenzon ha spiegato che «se l’Europa resta il nostro maggiore acquirente, l’Asia è diventato il secondo mercato». Ma quali i segreti di questo successo? Li svela Pierdomenico Baccalario, autore di libri per ragazzi: «Riusciamo a trasmettere anche nei libri quell’italian style che ci rende attraenti nel mondo. (…) Il grande potere della letteratura per ragazzi è infondere coraggio, entusiasmo, proporre valori positivi».

 

MobileFestival.it

CONCORSO CINEMATOGRAFICO PER FILMATI CON IL TELEFONINO

 

All’inizio la telecamerina in cima al cellulare serviva solo per catturare brevi istantanee, magari da mostrare agli amici, poi è diventata lo strumento per realizzare veri e propri filmati da condividere sui social network e, perché no, da presentare al primo concorso cinematografico ad hoc. Si chiama Sony Ericsson Mobile Festival e si rivolge a registi in erba chiamati a realizzare cortometraggi o videoclip musicali utilizzando unicamente lo smartphone. I contributi inviati – c’è tempo fino al 30 aprile – saranno esaminati da una giuria di esperti che annuncerà i vincitori nel corso dell’edizione 2012 di Circuito Off del Festival del cinema di Venezia.

 

Africa

INTERNET MOTORE DI SVILUPPO

Promette di dare alimento all’economia locale e al mercato del lavoro, l’iniziativa che vede il lancio della banda larga in Rwanda. Il progetto è promosso da un internet provider londinese che attiverà la Rete a partire da novembre.

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