Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Bilanci preventivi

Scuola si riparte, ma non per tutti

di Patrizia Mazzola

- Fonte: Città Nuova

Ritorno in classe per oltre 7 milioni di studenti in Italia, col persistente fenomeno della dispersione scolastica. Nel mondo ci sono circa 757 milioni di adulti e 115 milioni di giovani analfabeti. Le donne rappresentano i due terzi sul totale degli analfabeti adulti. Il legame tra livello di studio e aspettativa di vita

I dati provenienti dal nostro Paese sono tutt’altro che incoraggianti. Il fenomeno della dispersione scolastica purtroppo perdura in molte regioni e da troppi anni. Non si è riusciti ancora a dare la chiave di volta affinché bambine e bambini potessero avere le stesse opportunità di portare a termine con successo il proprio percorso educativo. La diffusione della pandemia ha fatto il resto: uno studente su quattro è a rischio dispersione a causa del digital divide, il divario tecnologico che ha come causa ragioni economiche.

La diseguaglianza infatti è tutta sociale e, come scritto tante volte, la forbice si sta sempre più allargando, sia all’interno delle stesse città, sia tra le regioni del Nord e del sud. Si parla di povertà educativa, divari di competenze, esiguità dei fondi destinati dai comuni alle scuole.

Le risorse destinate alla scuola sono ancora troppo scarse e questo la dice lunga sulle priorità che la politica è chiamata a investire sulla scuola in Italia. Il passo che va dalla dispersione scolastica al vero e proprio abbandono scolastico è sempre più corto e tutto questo ha un costo. Si stima che per ogni ragazzo che lascia la scuola, lo Stato spenda fino a 2 milioni di euro in più rispetto agli altri ragazzi: infatti chi non studia ha poi nella vita più difficoltà a trovare lavoro e a mantenere una vita sana.

Azzerare il fenomeno significherebbe recuperare fino a quasi 7 punti percentuali di PIL. Il legame tra livello di studio e speranza di vita è conosciuto da tempo: la povertà, l’impossibilità di intraprendere o la necessità di interrompere gli studi per guadagnarsi da vivere, le diseguaglianze economiche e sociali del nostro Paese aumentano i rischi di mortalità.

Rispetto all’Europa, l’Italia rappresenta il fanalino di coda con alcune regioni del Sud che fanno registrare tassi di abbandono superiori al 19 per cento (la Calabria è al 20,2, la Sicilia al 23,4). La Conferenza di Lisbona aveva fissato degli obiettivi in tal senso: ridurre la percentuale dei giovani che abbandonano prematuramente l’istruzione e la formazione al di sotto del 10% entro il 2020. Ma il cammino per arrivare a questo obiettivo sembra ancora tutto da percorrere.

Molti studenti che si fermano alla terza media vanno a ingrossare le file dei Neet, i ragazzi che non hanno un impiego né sono inseriti in un percorso di formazione. In Italia è il numero più alto dell’Ue, oltre il doppio di Francia e Germania. Molti altri sono reclutati dalla criminalità o lavorano in nero. Si parla di vera e propria schiavitù minorile, ragazzi e ragazze coinvolti in lavori pericolosi per la loro salute, sicurezza o integrità morale.

Don Milani, con il suo messaggio sempre attuale, aveva visto profeticamente giusto l’importanza della scuola che può cambiare e dare una svolta alla vita dei giovani, specialmente quelli più fragili: «Se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati».

L’obiettivo è quello di raggiungere la piena realizzazione del diritto di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione, che nella scuola si concretizza in un diritto a ricevere le stesse opportunità educative per tutti i ragazzi e le ragazze.

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come? Scopri le nostre rivistei corsi di formazione agile e i nostri progetti. Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni: rete@cittanuova.it

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876