Scriviamo l’ agenda del governo

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Stabilità, serietà, dialogo, bene comune, lungimiranza. È quanto indicano con chiarezza i lettori di Città nuova alla nuova maggioranza che ha ricevuto il mandato a governare il Paese. La risposta dei lettori è stata sorprendente. In tre giorni sono arrivati oltre 320 contributi da parte di persone quanto mai eterogenee per condizione sociale, età, livello d’istruzione, localizzazione geografica e – ovviamente – orientamento politico e voto espresso il 13 e 14 aprile scorsi. Non è un campione scientificamente valido l’insieme dei lettori che ci hanno scritto, non è rappresentativo dell’elettorato italiano, non è nemmeno piena espressione dell’intero popolo che segue la rivista, ma è certo un dato estremamente significativo che dal complesso delle lettere ricevute emerga con assoluta chiarezza una domanda di stabilità politica e istituzionale. Anche i votanti rimasti in minoranza hanno fatto presente quanto sia indispensabile per tutti un quadro di certezze per evitare il ripetersi della penosissima vicenda dell’ultimo governo Prodi, afflitto dalla litigiosità e appeso ai senatori a vita. Le risposte rivelano un patrimonio di impegno quotidiano civile e una costante attenzione alla politica. Tanto che, prima della diligente annotazione dei propri punti di vista sui singoli quesiti, i lettori hanno voluto vergare sulla carta il loro non ancora spento – seppur spesso frustrato – desiderio di dare le ali alla politica, di vederla volare alto, o almeno sopra le meschinità, le miopie e gli esasperati personalismi in cui sembra irrimediabilmente impantanata. Ne scaturisce una sorta di appello corale ai politici ed emerge l’indomita consapevolezza di ciò che la politica significhi, costituisca e rappresenti. Ali alla politica Fate risperare nella politica – chiede Romana, insegnante trentina -, fate rinascere la fiducia, fate vedere l’impegno civile e il senso dello Stato che c’è anche nel mondo della politica attiva. I sacrifici chiesti ai cittadini siano fatti anche dai politici al governo. L’Italia è ferma – sostiene Gino, di Taranto – anche perché la contrapposizione nella politica è stata aspra, poco rispettosa e per questo disattenta. Ha annebbiato gli occhi e le intelligenze, allontanandole dai veri bisogni dei cittadini. Spero ancora – ammette Silvana, da Caserta – che le forze politiche riescano a porsi in atteggiamento d’ascolto e di dialogo sia con le parti avverse che con la popolazione. Per Mauro, odontoiatra friulano, la fiducia è condizione indispensabile in una democrazia, mentre la politica ha toccato livelli di impopolarità mai raggiunti prima. Recuperare credibilità per la classe politica è la cosa più importante che il nuovo governo deve fare. Mirco, bancario romagnolo, aggiunge che ora ci sono le condizioni per lavorare con più serenità, attuando una politica per e non contro in modo da dare un segnale forte di fiducia e unità nazionale . Giacomo, perito assicurativo ligure, offre ai politici un consiglio: Tenete un profilo basso, evitando l’ostentazione di potere, arroganza, ricchezza. Anna, impiegata vicentina, riassume la diffusa attesa: Potremmo veramente vedere una primavera nella politica, fatta di collaborazione tra maggioranza e opposizione. Questo presuppone una maturità dei vari leader, che può essere facilitata dal minor numero di partiti, che rende meno ardua la mediazione. Ingenui, questi signori, verso l’attuale classe politica? Nient’affatto. Sono contrariati – e in molti casi arrabbiati – per aver dovuto votare con una legge elettorale (di cui attendono la riforma) che li ha privati della preferenza. Chi ci governa non è stato eletto da nessun cittadino, sentenzia Fedele, docente universitario pugliese. Eppure continuano a sperare in un rinnovamento della politica. Proposte per il nuovo governo La richiesta di stabilità corre lungo le priorità indicate al nuovo esecutivo. Sostenere le famiglie con redditi bassi; favorire la natalità; rilanciare l’economia, puntando su ricerca, innovazione e infrastrutture; assicurare ai giovani politiche d’ingresso al lavoro in modo che possano sposarsi. La famiglia è al centro di tanti problemi (disoccupazione, sanità, istruzione, casa, persone diversamente abili, anziani), che, aiutandola, si contribuisce a risanare la società in tutte le sue realtà, ricorda Giuseppina, tecnico di laboratorio, tre figli. Puntare sui giovani nella formazione e nell’inserimento nel mondo del lavoro, raccomanda Francesco, trentino, fresco di laurea e in cerca d’occupazione. Carla, 14 anni, e Fabrizio, 17, entrambi palermitani, chiedono sviluppo economico, lavoro non precario, una scuola migliore e reali politiche giovanili. La ricetta di Claudio, agente di commercio torinese: Riduzione dell’evasione e una politica fiscale che permetta di scaricare sulla dichiarazione dei redditi i maggiori capitoli di spesa e inneschi un virtuoso autocontrollo . Mentre Giuseppe, 29 anni, impiegato partenopeo, suggerisce: Una politica energetica che prenda seriamente in considerazione le energie alternative, a cui fa eco Roberto, primario ospedaliero veneto: Sviluppo di politiche energetiche alternative al petrolio e al nucleare. Raccolta differenziata adottata a livello nazionale e con regole omogenee, suggerisce Marco, operatore sociale della provincia di Bergamo. Per Mariano, dirigente d’azienda in provincia di Venezia, la priorità va ad un serio programma sull’innovazione per essere competitivi nelle economie mondiali, defiscalizzazione delle imprese e dei lavoratori, serio recupero dell’evasione fiscale, federalismo fiscale . Franco, catanese, indica: Controllo dei prezzi e maggiore potere alle authority per la reale tutela dei cittadini. Maggiore equità fiscale, reclama Francesca, medico ravennate, mentre Raffaello, foggiano, scrive: Adeguare le pensioni al costo della vita. Pietro, 40enne manager d’azienda a Latina, invoca una semplificazione amministrativa e legislativa. E la sicurezza? Il tema è negli auspici di molti. Provvedimenti concreti di contrasto alla delinquenza di strada e di quartiere, propone Mario, da Milano. Molto sentita la riforma della giustizia per renderla più rapida e giusta. Certezza della pena e riduzione dei tempi dei processi, invoca Alberto, impiegato romano. Applicazione di pene certe e commisurate all’entità dei reati, aggiunge Marco, 25 anni, consulente informatico bergamasco. Non dimenticare la lotta alla mafia e a tutte le organizzazioni malavitose, precisa Antonello, insegnante catanese. Francesco, 20 anni, studente veronese di sociologia, offre una raccomandazione: Affrontare la questione immigrazione in modo totalmente diverso, con una politica di dialogo e di accoglienza. Timori per il Paese Ettore, 63enne veneziano, ha precise preoccupazioni: Il comportamento di una parte della magistratura, quello dei sindacati e quello dei no global. Carmine, campano, paventa la rinuncia da parte dell’opposizione a dare un contributo costruttivo per la risoluzione dei pro- blemi. A Rita, giornalista nel Nord- Est, non va la prospettiva di spazi della democrazia sempre più ristretti a vantaggio di un’oligarchia. Si aggraverà la già precaria situazione economica delle regioni meridionali e aumenterà il numero dei poveri, dice convinto Salvatore, genovese. I grandi e medi imprenditori avranno vantaggi a danno di chi ha stipendi fissi e dei lavoratori autonomi a basso reddito, prevede Marco, veterinario romano. Una politica razzista e anti-immigrato anche per gli stranieri che lavorano onestamente, avvisa Noemi, studentessa universitaria siciliana. Alfredo, genovese, paventa che con tutti i media in mano ad un gruppo, sia facile manipolare l’informazione e tentare di far credere a metà del popolo che va tutto bene e che, quando non va, è per colpa degli altri. La preoccupazione di Lara, dipendente di un ente di ricerca giuliano, è invece per la netta sconfitta della sinistra, per cui sarà necessaria una maggiore sensibilità da parte del governo per quegli aspetti sociali maggiormente rappresentati dai partiti della sinistra. Opportunità da questa legislatura L’Italia ha ora un governo che può operare senza problemi, perché ha i numeri e una certa coesione ideologica. Può decidere e la gente aspetta questo, fa presente Antonio, segretario comunale in Friuli. Spero finalmente che quanto si decide venga fatto, sostiene Pierluigi, libero professionista triestino. Precisa Sandra, da Torino: non ci sono più scuse per governare al meglio con una maggioranza così forte; quindi serie riforme istituzionali. Maggiore rapidità decisionale (anche per le riforme) e migliore capacità di adattamento alle mutevoli situazioni critiche interne ed esterne. Non avranno più scuse per non governare bene, ritiene Giovanni, manager milanese. La determinazione di Berlusconi a voler passare alla storia potrebbe rivelare una vera volontà di cambiamento che non riguardi solo le sue aziende e i suoi guai con la giustizia , si augura Alberto, 31 anni, ricercatore ligure. La questione settentrionale trova un governo con una sovrarappresentanza delle istanze del Nord; quindi non ci sono più alibi per non affrontarla e risolverla, scrive Giampietro, funzionario pubblico padovano. Finalmente una programmazione quinquennale , sospira Sandro, dirigente d’azienda romano. Giovanni e Dora, infine, avvertono: Non si perda quest’occasione, forse l’ultima, che l’Italia ha per rimettersi in carreggiata. Speriamo non sia davvero l’ultima possibilità, ma è certo che il Paese ha bisogno di un colpo di reni. E questo, abbiamo costatato, sta a cuore a tutti. FORMIDABILI LETTORI La prima risposta è arrivata solo tre ore dopo aver diffuso i tre quesiti sulla rete dei nostri lettori. A battere tutti sul tempo è stato un signore di Benevento. Poi una valanga inattesa di missive si è abbattuta sulla redazione in soli tre giorni di tempo utile. Ci hanno scritto in 324, soprattutto dal Nord e dal Sud: risposte asciutte oppure articolate, mai debordanti. Tutte ricche di analisi, riflessioni, proposte. Tutte rivelatrici di una non sopita voglia di partecipazione. Molti hanno voluto confidare (ma non era certo richiesto) come hanno votato in aprile, accordando piena fiducia alla riservatezza e alla serietà di quest’indagine. Ve ne siamo doppiamente grati, anche perché tanti hanno voluto complimentarsi per l’idea avuta. Un grazie speciale per questa iniziativa con cui possiamo contribuire ad essere coscienza critica (costruttiva) per il bene del nostro Paese , scrive Marco, bancario romagnolo. L’iniziativa di coinvolgere i lettori prima della stesura di un articolo – annota Anna, docente catanese – mi sembra un importante invito alla partecipazione attiva alla vita del nostro Paese e un contributo alla formazione della coscienza civica.

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