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Persona e famiglia > Sport

Scommettiamo che…?

di Giovanni Bettini

- Fonte: Città Nuova

Tra voci che si rincorrono, smentite e indagini volte a scoperchiare la cupola del sistema, facciamo il punto della situazione sul nuovo scandalo calcioscommesse

calcio scommesse

Ci risiamo. È la storia che si ripete, dentro l’istante di un sorprendente déjà-vu. E di nuovo dentro l’animo degli amanti o dei profani del gioco del pallone sorge spontanea una domanda che chiede: Perché?

 

Con il campionato di serie A giunto al termine e le serie minori (serie B e Lega Pro) impegnate nei play off e nei play out, spareggi per decidere squadre promosse e retrocesse al termine della regular season, si infiamma la puntata della nuova “telenovela” calcistica.

 

Tutto ha inizio il primo giugno quando la Procura di Cremona dispone l’ordinanza di sedici arresti in tutta Italia, a carico di calciatori, ex calciatori, dirigenti di diverse squadre e persone esterne al mondo del pallone. Tra tutti spunta il nome di Beppe Signori, ora agli arresti domiciliari, ex cannoniere e capitano della Lazio, nonché colonna dell’attacco della Nazionale nella prima metà degli anni ’90.

 

Nel mirino del gip Guido Salvini e del pm Roberto di Martino ci sono ben 19 partite disputate nelle quattro categorie del calcio professionistico italiano nella stagione 2010/2011. Due i match della serie A tenuti sotto osservazione a causa di intercettazioni sospette: Inter-Lecce, giocata il 20 marzo e terminata con la vittoria per uno a zero dei nerazzurri, e Brescia-Bologna.

 

Sono cinque poi i match della serie B, dove sembrerebbero esserci picchi anomali di scommesse su alcuni risultati, che hanno portato gli investigatori a dichiarare il pesante coinvolgimento di due società su tutte: Ascoli e Atalanta, quest’ultima vincitrice del campionato cadetto e quindi formalmente neopromossa in serie A.

 

Poi c’è la vicenda di Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese, reo di aver “taroccato” le borracce dei compagni con il “Minias” (un ansiolitico), in modo tale da assopire la sua squadra prima della partita con la Paganese. A condire il tutto c’è una strana coincidenza: il campionato di serie B è sponsorizzato, guarda un po’, da una agenzia di scommesse.

 

Con queste premesse, chi anche di striscio segue il calcio giocato, si rende conto di essere di fronte a una situazione di caos paradossale, che sembra accantonare il risultato sportivo ottenuto sul campo a suon di goal, per far posto alle sentenze dei tribunali, oramai di questi tempi preziosi collaboratori della Lega Calcio nel decidere il voucher delle formazioni da iscrivere ai diversi campionati.

 

Così capita che magari è un giudice a decidere se una squadra viene promossa o retrocessa, a scapito di tutti quei tifosi che per un anno intero hanno sfidato le invernali gelate delle gradinate, della curva o hanno sacrificato il riposo domenicale pur di esserci in trasferta. Nel nome di una fede, di un amore e di una passione semplice, per una bandiera, per uno scudetto, per dei puri e semplici colori posti l’uno accanto all’altro. Il calcio non può tradire i suoi tifosi!

 

Che sia il gioco del pallone il canto delle sirene del Ventunesimo secolo? Speriamo di no! Ma l’Italia viene attirata per tradizione dal prato d’erba striato e da quei ventidue giocatori che sgambettano cercando la gloria del goal. Intanto, però, le vittime illustri e gli ignari tifosi cadono dalla maestosa “nave del calcio” braccati dalla brama, che finisce per stritolare e mettere all’angolo uno sport popolare, fonte di una identità culturale, al punto da fermare un intero paese.

 

Tutti noi ci aspettiamo, dopo queste tristi vicende, una svolta mitologica da parte del calcio e dei suoi dirigenti, perché possano essere in grado di passare attraverso la baia delle sirene, sconfiggendole per sempre.

Riproduzione riservata ©

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