Schiaccianoci

È lo spettacolo per eccellenza delle feste natalizie, destinato com’era ai bambini dello zar nella San Pietroburgo del 1892. Da allora, e con alterne fortune, il balletto Lo Schiaccianoci, sulla smagliante musica di Ciaikovskij, rimaneggiato in infinite edizioni, torna ogni anno nelle versioni più tradizionali sui teatri di mezzo mondo. La fiaba di Hoffmann si snoda attorno all’avventura notturna della piccola Clara (o Maria, o Masha) che, alla vigilia di Natale, riceve in regalo uno schiaccianoci dal vecchio padrino e mezzo illusionista Drosselmeyer. Quell’ oggetto a forma di soldatino diventerà l’amuleto con cui la ragazzina immersa in mille viaggi e incontri – come il sogno-incubo popolato di topi che combattono contro lo schiaccianoci tramutato nel suo bel Principe – verrà iniziata alla vita adulta. Ma nell’edizione del Teatro dell’Opera di Roma – reinventata dall’originale di Petipa da Jean-Yves Lormeau, su alcuni nuove idee di Beppe Menegatti – Maria è e rimarrà una bambina fino alla fine, assistendo alle meraviglie del Paese di Dolci e dei Giocattoli, privata della dimensione dell’innamoramento e delle paure della crescita adolescenziale. Il balletto – con le belle scene e i costumi di Luisa Spinatelli – pur ricco di danze anche esotiche, acrobatiche o romantiche, vale soprattutto per alcuni magnifici passi a due, soprattutto se a interpretarli sono il talentoso Giuseppe Picone (tra i nostri ballerini più acclamati della scena internazionale, tornato a danzare in Italia) e la splendida Larisa Lezhnina. Principe e Principessa di impeccabile bravura.

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