Scarpa d’oro per Ciro

Grazie ai 36 gol realizzati in Serie A, Immobile si aggiudica il prestigioso riconoscimento europeo, raggiungendo Gonzalo Higuain in testa alla speciale classifica del maggior numero di reti segnate in una stagione nella massima serie italiana.
Ciro Immobile (AP Photo/Alessandra Tarantino)

«Ho amato questo sport fin da bambino ed è stato proprio l’amore e la passione per il calcio che mi hanno portato ad osare e credere sempre fortemente ogni volta di più nei miei sogni: spingere la cosiddetta asticella sempre più in alto non è stato semplice. Ringrazio mia moglie che mi ha tenuto per mano e supportato e sopportato nei giorni più difficili, i miei figli che mi hanno fatto sorridere anche quando le cose non andavano bene. Ringrazio i miei genitori e mio fratello perché mi hanno insegnato il sacrificio e l’umiltà: regole che valgono prima nella vita e poi nello sport».

Così, sul suo profilo Instagram, Ciro Immobile celebra con la Lazio un record indimenticabile per tutto il calcio italiano: 36 reti in Serie A, record che eguaglia il tetto analogo di gol raggiunto solo da Gonzalo Higuain, con la maglia del Napoli, nella stagione 2015-16, ma soprattutto scarpa d’oro, ossia re dei capo-cannonieri tra i campionati europei.

Per capirci, un titolo che nelle precedenti dieci stagioni era stato per sei volte di Lionel Messi, tre di Cristiano Ronaldo e due di Luis Suarez (una stagione a pari merito per loro).

Da Torre Annunziata…
Ciro Immobile da Torre Annunziata, classe 1990, sale dunque nell’Olimpo dei goleador, frantumando il record di Gunnar Nordahl, 35 gol in 37 partite nel 1949-1950, che per oltre mezzo secolo, prima del citato Higuain, sembrava inarrivabile. Trentasei centri che all’attaccante valgono un “triplete” personale: oltre al record di Higuain e alla Scarpa d’oro, è ovviamente capocannoniere 2019-2020. Ne è passato di tempo dai polverosi campi dei settori giovanili di Sorrento. «Non si faceva fatica a distinguerlo: ciuffo biondo, andatura ciondolante e gol a valanga. Ogni giorno prendeva il treno da Torre Annunziata, con la sana rabbia di arrivare», racconta di lui mister Renato Cioffi, che di giovani se ne intende e proprio a Sorrento lo lanciò, a soli 16 anni, in prima squadra.

«Era un giocatore vecchio stampo, di quelli che ti buttano dentro ogni pallone in area, di testa, di piede, d’astuzia, in acrobazia… Con un difetto: la postura. Ciondolava mentre camminava e correva. Ora è migliorato molto sotto quel punto di vista e quasi non si nota più».

Su quel biondino, mette gli occhi il settore giovanile della Juventus, ove Ciro approda prima di emergere tra le file del Pescara, dove nel 2012 vince la Serie B con l’allenatore Zdenek Zeman, aggiudicandosi il titolo di capocannoniere, e successivamente del Torino, dove si ripete come maggiore realizzatore tra i bomber della A due anni dopo.

Poi il grande salto nella Bundesliga, alla corte del Borussia Dortmund nel “mago” Jurgen Klopp (già vicecampione d’Europa contro ogni pronostico), ma «si incontrano in un momento sbagliato per lui e per la squadra», dirà in proposito Ciro, che non si ambienta né in Germania né, la stagione successiva, in Spagna, dato che anche a Siviglia non sembra vedere la porta neanche col binocolo.

…a “figlio di Roma”
Approdato alla Lazio nell’estate 2016, riprende vigore e prolificità sin da subito, affermandosi tra i migliori attaccanti italiani della sua generazione, trionfando nella classifica marcatori della Serie A 2017-18 e vincendo nello stesso anno il titolo di capocannoniere della Uefa Europa League.

Oltre al “triplete” di primati personali di questa stagione, risulta già il terzo migliore marcatore di sempre nella storia della Lazio. «Dal primo giorno che sono arrivato mi avete accolto come figlio della vostra città e mi avete spinto a dare il massimo per questi colori. È passato un altro anno molto più̀ difficile, non per noi ma per tutte le persone che hanno lottato per noi e per i nostri bimbi… e nei periodi difficili grazie al loro lavoro ci hanno fatto guardare avanti con fiducia», ha scritto Ciro ai tifosi laziali.

Carattere bonaccione e quieto, mai rissoso o sopra le righe, legatissimo alla famiglia da cui proviene e a quella che ha formato con la moglie Jessica, Immobile non si è sottratto negli ultimi anni agli inviti di fan o “fanta-allenatori” rispetto a siparietti o divertenti scorci video, che lo hanno reso uno tra i calciatori italiani più popolari del momento.

E, a proposito di fantacalcio, il popolarissimo gioco in voga tra milioni di italiani sulla base dei risvolti di voti e segnature in Serie A, non ci resta allora che rivolgere i complimenti a chi ha scommesso fortemente su di lui: in Ciro Immobile, il calcio italiano ha un nuovo re dei record.

 

 

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