Save the Dogs porta le giuste cure ai cani dei senzatetto

Veterinari volontari ed educatori cinofili scendono in strada per portare le giuste cure ai cani dei senza fissa dimora, è il progetto di Save the Dogs per assistere i piccoli amici a quattro zampe
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Il legame che si crea tra molti senzatetto e i loro cani è profondo e simbiotico, spesso gli animali a quattro zampe sono l’unico legame affettivo rimasto a chi vive per strada, e per questo i cani diventano una priorità per i loro padroni. Così quando il caldo diventa insopportabile o le notti tornano ad essere gelide, molti clochard preferiscono rifiutare un rifugio confortevole e rimangono in strada per non abbandonare l’unico compagno di vita che gli è rimasto.

Tra i problemi, ancora presenti su territorio italiano, c’è infatti la mancanza di strutture per senzatetto in grado di accogliere gli animali insieme ai loro padroni. Così, quando arriva il momento di scegliere tra un letto e il proprio animale, la maggior parte dei senza tetto decide di rimanere in strada pur di non abbandonare l’amico a quattro zampe. Per questo, lo scorso anno, è partito in via sperimentale a Milano il progetto “Amici di strada, compagni di vita” dell’Associazione Save the Dogs, per portare assistenza veterinaria ai cani dei clochard.

La vita in strada rende difficile l’accesso ai beni di prima necessità e ancora di più l’accesso alle cure veterinarie, per questo il progetto, porta tra le strade educatori cinofili e medici veterinari volontari. Inizialmente il progetto si è concentrato su due zone in particolare, San Babila-Duomo e Stazione Lambrate, ma grazie alla collaborazione con altre organizzazioni, come la Fondazione Progetto Arca Onlus che da anni si occupa dei senza fissa dimora, le aree di intervento sono aumentate. Ad ogni uscita vengono distribuiti beni di prima necessità come cibo, ciotole, guinzagli e museruole, ma anche cappottini e coperte per sopravvivere all’inverno.

Ad affiancare gli educatori cinofili, grazie alla collaborazione con l’Ordine dei medici veterinari, ci sono anche veterinari volontari che si occupano invece di fare un check up completo dell’animale, di fornire antiparassitari e, se ce n’è bisogno, le cure adeguate. Ma c’è di più, la cura dell’animale è totale, per questo, quando serve, insieme ai volontari scende in campo anche un toelettatore mobile, per una pulizia completa.

Dopo un po’ di diffidenza iniziale, i clochard hanno capito che il progetto ha come obiettivo il benessere dei loro animali, così si sono costruiti rapporti positivi con i volontari e il progetto, da sperimentale è diventato permanente. La speranza è di riuscire a coinvolgere più persone possibili per aumentare le uscite, ma soprattutto creare in breve tempo dei rifugi che possano ospitare sia i cani che i loro padroni.

Per chi vive in strada, decidere di condividere la propria vita con un cane, vuol dire continuare a poter dare e ricevere affetto, ma soprattutto vuol dire sentirsi meno soli, per questo occuparsi dei loro animali vuol dire prendersi cura anche dei loro padroni.

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