Salviamo le foreste

Si registra un’inversione di marcia nel rapporto fra uomo e natura. In aumento le superfici boschive protette.

Un rapporto vitale e allo stesso tempo complesso, quello che nel corso dei secoli l’uomo ha instaurato con una parte del creato: la foresta.

Sul tema sono tornati di recente quelli di EcoOne, una rete mondiale di operatori nel campo ambientale e naturalistico, promossa dal Movimento dei focolari, riunitisi dal 4 al 6 maggio a Castel Gandolfo.
L'incontro dal tema “Il sistema forestale, modello ecologico di relazionalità in natura” ha visto la partecipazione di docenti, ricercatori, studenti e professionisti che operano nel settore delle scienze ambientali, provenienti da varie parti del mondo.

«La foresta rappresenta il rapporto fra uomo e natura – afferma Juan De La Riva, dell’università di Saragozza –. Questo rapporto è cambiato nel corso dei secoli e nelle diverse zone del mondo». L’uomo ha utilizzato le foreste per soddisfare varie esigenze e attività, ma quando la densità di popolazione o la crescita economica lo hanno richiesto, le foreste sono state tagliate, offrendo spazio per l'agricoltura e l'allevamento, considerandole come un ostacolo allo sviluppo. Oggi però c'è un'inversione di marcia, un ritorno alla natura.
«Il 30 per cento della superficie terrestre è ancora denominato bosco – afferma Paul Vantomme (Fao) – e, di questi, un terzo è formato da boschi naturali. Attualmente, 460 milioni di ettari di foreste nel mondo sono protetti e il dato continuerà a crescere».

Secondo i dati dell’ultimo Global Forest Resources Assessement del 2010 redatto dalla Fao, tra gli Stati che mantengono ancora oggi le più importanti e maggiori superfici forestali vi sono la Russia (809 milioni di ettari), il Brasile (520 mln), il Canada (310 mln), gli Stati Uniti (304 mln) seguiti dalla Cina (207 mln). L’area forestale in Europa continua ad espandersi, sebbene ad un tasso minore (700 mila ettari annui) rispetto agli anni Novanta (900 mila ettari annui).
«Se pensiamo che 30 anni fa le aree protette erano molto meno rispetto ad oggi, questo ci fa capire che qualcosa di positivo c'è, e non è poco – sottolinea Luca Fiorani, responsabile della rete EcoOne –. Il nostro scopo è quello di essere al servizio della società e dare un senso all'azione ecologica attraverso il nostro cavallo di battaglia che è quello di cogliere l'impronta di Dio nel creato».

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