Salviamo la tredicesima

È chiaro che non è la soluzione al continuo aumento dei prezzi. Magari! Non può nemmeno protrarsi nel tempo. Eppure, di fronte al fenomeno ormai permanente dei rincari, alcune associazioni di tutela dei consumatori hanno voluto lanciare una sfida, progettando una campagna che, già nel titolo, rincuora gli svenati consumatori: “Salviamo la tredicesima”. L’imminenza del Natale può comportare un’ulteriore lievitazione dei prezzi, penalizzando ancora di più le famiglie che hanno già subìto una consistente erosione del proprio portafoglio. Gli ingiustificati aumenti di prezzi e tariffe, secondo la Federconsumatori, hanno comportato dall’ottobre 2001 ad oggi un’emorragia di 3.300 euro a famiglia. Nella settimana che va dal 16 al 23 dicembre verranno perciò allestiti nelle piazze di oltre cento città italiane i “Punti risparmio”, dove saranno venduti prodotti alimentari tipici delle imminenti festività, come panettoni, pandori e torroni, ma anche libri, cd e oggetti di varia natura per il tradizionale rito dei regali. “I prezzi saranno quanto mai contenuti – assicura l’Intesa dei consumatori, che raggruppa Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori -, in modo da permettere ai cittadini di trascorre tranquille festività senza veder prosciugata la tredicesima “. Hanno aderito Confagricoltura, Confederazione degli agricoltori, Col diretti, e poi commercianti, imprenditori, aziende di produzione e di distribuzione. Negozi e supermercati che stanno facendo propria l’iniziativa potranno esporre un apposito “Bollino sconto” che segnalerà la riduzione dei prezzi alla cassa. A questa campagna si collegano altre significative iniziative. Quella che prende il nome di “Boicottaggio della spesa più cara” consiste nell’individuare quei beni il cui prezzo è salito maggiormente negli ultimi mesi e invitare i cittadini a non scegliere quei prodotti negli acquisti natalizi. In contemporanea, comunque, verrà diffusa (anche tramite il sito internet www.intesaconsumatori.it) una guida all’acquisto dei regali natalizi, in cui verranno evidenziati quelli con un prezzo non superiore a 10 euro. Una doverosa attenzione è posta anche al menù delle festività. La campagna offre indicazioni per un Natale a tavola con prodotti di qualità e a basso costo in modo che l’occasione di mettersi a tavola non risulti troppo… indigesta. Infine, sempre per salvaguardare la fragile tredicesima mensilità, l’Intesa ha avviato da ottobre un controllo sul prezzo della benzina alla pompa che terminerà il 15 dicembre. Di conseguenza, i cittadini saranno invitati a boicottare per il periodo delle festività la compagnia petrolifera che avrà fatto registrare il prezzo medio più alto rispetto alle aziende concorrenti. Irritazione nei confronti del progetto “Salviamo la tredicesima” è stata manifestata dall’associazione dei commercianti Confesercenti. Il presidente Marco Venturi ha parlato di “un vero e proprio abuso”, di “una sceneggiata”, di “tentativi di propaganda e di criminalizzazione dei commercianti “. Egli ha chiesto di beneficiare di “tutte le agevolazioni degli agricoltori, di non pagare le tasse né l’occupazione di suolo pubblico e di essere riforniti direttamente dai produttori eliminando le numerose fasi d’intermediazione “. Parole indignate e proposte radicali che evidenziano la necessità di interventi urgenti da parte del governo, ma senza dimenticare che negli ultimi due anni sono proprio i consumatori ad essere stati strangolati. Da qui, l’esigenza di passare dalla protesta alla proposta di spendere bene almeno la tredicesima. Convinto sostegno è arrivato dalla Coldiretti, ben contenta di scendere nelle piazze all’insegna della trasparenza. “Per rispondere alle giuste domande dei consumatori – ha spiegato il presidente Paolo Bedoni – serve più trasparenza sull’aumento dei prezzi dal campo alla tavola e sul rispetto dell’obbligo di evidenziare in etichetta qualità, varietà e provenienza di frutta e verdura in modo da poter fare scelte di acquisto consapevoli “. Nella settimana da 16 al 23 dicembre sarà perciò reso pubblico sull’etichetta il prezzo locale che viene pagato in campo alle imprese agricole. I cittadini tireranno le inevitabili conclusioni. Ma non possono essere lasciati senza legittime tutele.

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