Sacerdoti oggi

4 mila partecipanti al convegno tenutosi in Aula Nervi con la partecipazione del card. Bertone.
Sacerdoti oggi
Da non credere. Ma sono questi i sacerdoti di cui da mesi si parla sui giornali? Si vede che le belle notizie non interessano. Perché a quando abbiamo visto in Vaticano è proprio una bella notizia. Esistono, per chi non lo avesse notato, splendidi sacerdoti sparsi in tutto il mondo che ogni giorno, senza far rumore, donano la loro vita, senza se e senza ma.

 

Sono storie di ordinaria solitudine, amarezza, delusioni, innamoramenti, storie di cadute e rinascita come capita a quasi tutti gli esseri umani. Per ben 3 ore, 4 mila sacerdoti hanno partecipato, invitati dai movimenti ecclesiali, ad un susseguirsi di esperienze, canti, contributi artistici, interventi attorno alla figura del sacerdote oggi. Questo era, infatti, il titolo del convegno: “Sacerdoti oggi” per riflettere sul rinnovamento della vita dei sacerdoti nella Chiesa e nella società odierna.

 

Il programma si è articolato attorno tre tematiche principali: uomini di Dio, fratelli tra fratelli nell’unico popolo e profeti di un mondo nuovo. Le testimonianze, veramente toccanti, umane e profonde hanno attraversato tutto il programma ed hanno mostrato un Vangelo incarnato nei grandi o piccoli drammi delle vicende umane. La tragedia delle guerre etniche in Burundi, raccontata da due dei sopravvissuti al seminario minore di Buta, in cui sono morti 40 giovani, e che ora sono due sacerdoti.

 

Vocazione maturata proprio dal sacrificio di tanti giovani morti come martiri della fraternità, che avevano promesso di voler rimanere uniti ad ogni costo, nonostante una granata esplosa nel seminario e la violenza cieca dell’odio interetnico. Dall’Europa emergono l’esperienza dell’ innamoramento di un sacerdote irlandese e la caduta nella spirale dell’alcool per un giovane prete tedesco. Circostanze vissute, come sfida ad una vita più autentica e trasparente, che si riscopre proprio nelle circostanze della scoperta dei propri limiti e deficienze.

 

Testimonianze che incidono sui partecipanti. «Fa piacere – ci dice don Luigi di Roma – vedere sacerdoti che provano a servire il Signore in questo tempo e che siamo chiamati a capire, aiutare, conoscere». Don Francesco viene dal Molise ed è, come tanti, «molto colpito dalle testimonianze, perché hanno avuto il coraggio non solo di superare i loro problemi, ma di farsi aiutare dalla propria comunità e di confidarsi con il Vescovo. Anche in questi momenti di debolezza emerge il si del sacerdote a Dio».

 

Uno dei momenti clou è stato l’intervento del card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato della Città del Vaticano, che con molto affetto si è rivolto ai partecipanti, portando il saluto personale del papa, informato personalmente dell’incontro. Il card. Bertone ha sottolineato come «il sacerdote è l’uomo della comunione, e il respiro della comunione è un elemento fondamentale della salute del corpo della Chiesa». Non ha omesso un riferimento alla nota e triste vicenda dei preti pedofili. «Ci siamo dovuti far carico – ha detto – del dolore per le infedeltà, a volte anche gravi, di alcuni membri del clero, che hanno inciso così negativamente sulla credibilità della Chiesa».

 

Questo dolore, e si capisce come l’aver indetto un anno dedicato ai sacerdoti sia stata un’iniziativa profetica, fa scaturire «una presa di coscienza provvidenziale – ha aggiunto il segretario di Stato citando la Lettera del papa agli irlandesi – per una stagione di rinascita e rinnovamento spirituale e per trovare nuove vie per trasmettere ai giovani la bellezza» del cristianesimo.

 

Rinascita a cui si impegnano anche i movimenti ecclesiastici presenti, dai Focolari e Schoenstatt, promotori dell’incontro, agli altri organismi e movimenti quali, tra gli altri, l’Iccrs (Rinnovamento carismatico cattolico internazionale), la Comunità Shalom, il Movimento Mondo Migliore e il Rinnovamento nello Spirito, che vi hanno collaborato e partecipato. Un clima di comunione, dialogo, approfondimento è stata la cifra spirituale dell’incontro.

 

«È importante vedere che la comunione si può vivere, è possibile» – dice don Christian della Romania. E don luigi di Nola ci racconta come «tutto è stato dialogico senza cattedra. Pensavo che stamattina durante l’eucarestia, io “dovevo” credere alla comunione. Oggi ho visto una comunione vissuta, non tanto declamata, ma un respiro universale, internazionale, vivo».

Il pomeriggio si è concluso con i Vespri presieduti dal card. Claudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero, e con i contributi artistici del Gen Verde che hanno animato tutto l’incontro, anche con canzoni ancora inedite.

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