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Cultura > Musica

Il Rossini opera festival non si ferma

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

In piena attività, con trasmissione in streaming gratuito, la sessione autunnale del Rossini Opera Festival di Pesaro

Rossini Archivio Rof

Rossini e il suo festival a Pesaro non si sono fermati. Pandemia permettendo, hanno continuato la programmazione in streaming gratuito sul lor sito dei capolavori di Gioachino. In onda c’è già il Viaggio a Reims, ma ci soffermiamo sul Barbiere di Siviglia, edizione fortunata del 2018: scene neoclassiche, costumi ottocenteschi, regia scatenata ed ammiccante di Pier Luigi Pizzi.

Cosa dire di una commedia musicale che furoreggia ovunque dal 1816? I capolavori non invecchiano mai. Rossini è gaio, salace, furbo e scatenato. La storiella di Figaro, factotum sivigliano che lavora con gli inganni e i travestimenti per far sposare il Conte di Almaviva con la scaltra Rosina, prendendo in giro i vecchioni (il calunniatore don Basilio, il tardone  don Bartolo) è arcinota.

Sceneggiatura perfetta ad incastro, mai un attimo di tregua (anche i gorgheggi amorosi hanno il tempo giusto), vis dinamica al limite del parossismo (finale atto primo delle “confusione”) e insieme una immensa gioia di vivere e di godere la giovinezza. I protagonisti infatti sono tutti giovani e scanzonati, fin troppo nella regia di Pizzi che giunge a “mimare” un concerto rock nel Finale primo.

L’edizione pesarese è godibilissima musicalmente. Certo la lezione di Abbado resta folgorante, eppure qui la direzione di Marco Spotti è precisa, chiara, equilibrata. È una gioia sentire tuti gli strumenti da soli e insieme, gli accompagnamenti deliziosi, i crescendo non confusionari:  la luminosità solare di Rossini. E bisogna dire che l’Orchestra Sinfonica Rossini conosce il suono del suo eroe, stuzzicante, ammiccante, ironico, sensuale e sempre limpido. L’orchestra di Rossini canta e si muove.

La compagnia di canto si regge sull’esperienza di Michele Pertusi, un Basilio tonante, sulla capacità mimetica del Bartolo di Carlo Lepore, e vede poi la deliziosa Rosina di Aya Wakizono, il virtuosismo del Conte in i Juan Francisco Gatell e lo straripante Figaro di Iurii Samoilov. Coro piccolo ma intonato. Freschezza e divertimento del più giovane dei musicisti di sempre.

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