Roberto Bolle and friends conquistano Caracalla

Il noto ballerino italiano e i suoi amici catalizzano il pubblico con la loro performance, abbinando qualità e spettacolarità, balletto classico e contemporaneo
Bolle a Caracalla

Il titolo Roberto Bolle and friends richiama l’attenzione sulla luminosa stella maggiore, ovvero Roberto Bolle, accostandola ad altre stelle, altrettanto brillanti, provenienti da celebri compagnie di varie parti del mondo, intorno al principale protagonista e promotore dello spettacolo. Formula collaudatissima, continua a mietere uno straordinario successo anche in questa stagione festivaliera che ha visto il nostro divo dal naturale carisma magnetico, esempio di perfezione fisica, tecnica e interpretativa, ma anche il più “glamour” dei ballerini italiani e internazionali, calcare alcuni tra i più suggestivi palcoscenici estivi del Belpaese. Tra questi l’Arena di Verona e, immancabile appuntamento dal 2011, le Terme di Caracalla.

 

E quest’anno, vista la grande affluenza di pubblico, il Teatro dell’Opera di Roma ha bissato le repliche con due sold out. Risultato: pubblico in delirio, con l’inusuale – per noi italiani – battito di piedi a più riprese, consenso che si aggiunge all’entusiasmo degli applausi. Bolle e amici riescono a catalizzare folle di spettatori verso quest’arte ormai sempre più “popolare”, nel senso più alto del termine, abbinando qualità e spettacolarità, balletto classico e contemporaneo. In ogni edizione del gala cambiano, quasi tutti, i nomi degli artisti invitati, e, quasi tutti, i brani in programma. Le stelle di questo 2016 sono Timofej Andrijashenko, Sarah Lane, Osiel Gouneo, Elena Vostrotina, Christian Bauch, Nicoletta Manni, Anna Tsygankova, Matthew Golding, Viktorina Kapitonova, provenienti dalla Scala di Milano, Semperoper Ballett di Dresda, Royal Ballet di Londra, Norwegian National Ballet di Oslo, Zurich Ballet di Zurigo, American Ballet Theatre di New York, e dal Dutch National Ballet di Amsterdam.

 

Il brano d’apertura riservato a Bolle è quasi un marchio di fabbrica: Prototype, una coreografia multimediale di Massimiliano Volpini sulla musica originale di Piero Salvatori, che lo vede interagire con immagini digitali proiettate su un grande schermo in una danza tra reale e virtuale, che ne mette in evidenza le doti fisiche e tecniche, fino a sdoppiarsi e moltiplicarsi in tanti cloni. Il programma che segue vede l’avvicendarsi di coppie che, per bravura, nulla hanno da invidiare al protagonista. E fra questi il giovane cubano Osiel Gouneo, un vero portento di tecnica ineccepibile che si è esibito con la scaligera Nicoletta Manni nel passo a due de Il Corsaro, coreografia di Marius Petipa e musica di Riccardo Drigo, e, successivamente, nel Diana e Atteone, coreografia di Agrippina Vaganova, in coppia con Sarah Lane.

 

Il virtuosistico passo a due del Don Chisciotte, ha avuto come interpreti la coppia Anna Tsygankova e Matthew Golding, entrambi magnetici nello struggente brano contemporaneo After the rain, coreografia di Christopher Wheeldon sulla musica di Arvo Pärt. Non poteva mancare nel Bolle and friends una coreografia di William Forsythe: Duet from New Suite sulla musica di Bach, Allemande dalla Partita No.1 BWV 1002 in si minore. Il duetto è un estratto da New Suite, una serie di passi a due creati per il Dresden Semperoper Ballet, di cui abbiamo visto un brano interpretato da Elena Vostrotina e Christian Bauch: un lento e perfetto intreccio di braccia dell’uno dentro l’altra, disegnato su linee allungate dei corpi. Sempre sulla musica di Bach è costruita la coreografia Vertigo Maze di Stijn Celis, con la coppia Elena Vostrotina e Christian Bauch.

 

Altro immancabile coreografo è Roland Petit. Due le sue coreografie della serata, entrambe interpretate da Bolle. La celebre suite dell'Arlésienne, sulla musica di Bizet, in coppia con Viktorina Kapitonova, è la storia di un amore impossibile che sconvolgerà la mente dell’infelice contadino provenzale. Perdutamente innamorato dell'ombra della “sua” Arlesiana, mentre risuona una vorticosa farandola, finirà per uccidersi lanciandosi nel vuoto inseguito dal fantasma della sua mente. Invece che da una finestra sul fondo della scena, come prevede la sequenza, a Caracalla Bolle, con un grande effetto spettacolare, salta in avanti verso la platea mentre si spegne la luce. Sempre di Petit è Proust ou les intermittences du coeur, duetto maschile di neoclassica fattura e di linee astratte che, sulla musica di Gabriel Faure, l’Elegia op.24 per violoncello e orchestra, vede Timofej Andrijashenko e Roberto Bolle nei panni dell’angelo Saint Loup sedotto sempre più dal diavolo Morel.

 

A chiusura di serata, l’irriverente Grand pas de deux di Chritian Spuck sulla musica di Rossini, che vede partner di Bolle Viktorina Kapitonova, in scena con una borsetta dalla quale non vuole staccarsi: un brano comico giocato su esilaranti trovate sceniche e pose goffe, che chiude la trionfale serata romana.

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