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Teens marzo 2018

#Generazione fame zero

Teens di marzo 2018 abbraccia la sfida globale di Fame Zero e la porta dentro la vita dei ragazzi: tra storie di condivisione, riflessioni sullo spreco alimentare e il coraggio di chi sceglie ogni giorno di fare la differenza, anche partendo da gesti piccoli e concreti.

Copertina rivista Teens 2018/02 (Città Nuova).
Copertina rivista Teens 2018/02 (Città Nuova).

Fame, spreco alimentare, scelte quotidiane: sono i fili che tengono insieme il numero della rivista Teens di marzo 2018, edita da Città Nuova, interamente dedicato all’obiettivo globale #Generazione Fame Zero. L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: entro il 2030 la fame nel mondo può essere sconfitta, e anche i ragazzi hanno un ruolo concreto da giocare in questa sfida. Non come spettatori, ma come protagonisti, partendo dalle scelte di ogni giorno — a tavola, a scuola, nel quartiere.

Per esplorare il tema da ogni angolazione, In Teens di marzo 2018 si susseguono voci e prospettive molto diverse tra loro. C’è l’intervista a un dirigente di una multinazionale dell’agroalimentare che ha girato il mondo e spiega perché le risorse per nutrire tutti esistono già — ciò che manca è la volontà politica di distribuirle. C’è il racconto dei “sentieri colorati” verso Fame Zero: otto strade percorribili da chiunque, dall’impegno ecologico alla condivisione dei beni, dall’arte alla pace. E c’è il fenomeno dell’infossicazione, quella strana apatia che colpisce chi è bombardato di brutte notizie e smette di reagire — un meccanismo che i ragazzi conoscono bene e che vale la pena imparare a riconoscere.

Non mancano le storie concrete di chi ha già scelto da che parte stare: un gruppo di ragazzi del Midwest americano che ha trascorso un fine settimana a servizio dei senzatetto di Chicago, ragazze venezuelane che hanno organizzato una giornata di donazioni nel loro quartiere, e la scuola panamense intitolata a Chiara Lubich, dove studiare e condividere vanno di pari passo. Sul fronte ecologico, il progetto “Doppiozero” mostra come si possa trasformare lo spreco alimentare in risorsa per chi ha bisogno, cambiando la cultura dello scarto in quella del riuso.

A completare il fascicolo, uno sguardo critico sull’industria delle armi e il suo legame con i conflitti che alimentano la povertà e la fame nel mondo, e la testimonianza di una scuola spagnola che ha celebrato la Giornata internazionale della non-violenza con 1500 studenti da tutta Europa. Pagina dopo pagina, emerge un’idea chiara: essere generazione Fame Zero non è uno slogan, ma una scelta che si compie ogni giorno, anche nelle cose più piccole.

Buona lettura!

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