Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Cinema

Il ritorno di Claude Lelouch

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

80 anni il 30 ottobre, 44 film. Il maestro della Nouvelle Vague ritorna in sala con Parliamo delle mie donne. Il  tema principale è l’amore, visto come passione ineluttabile come nostalgia e rancore

80 anni il 30 ottobre, 44 film. Il maestro della Nouvelle Vague, l’autore del celebre Un uomo, una donna, ritorna in sala con Parliamo delle mie donne. Un film autobiografico, visto che di figli ne ha sette, avuti da cinque donne diverse? Lui non lo nega. Anzi, afferma che il protagonista, Jacques, gli assomiglia sotto molteplici aspetti. Il fotografo anziano, che ha girato il mondo per lavoro, ha tradito appassionatamente le donne che ha avuto, ora si ritira sui monti dove vorrebbe venissero a trovarlo le quattro figlie, alle quali ha dato il nome delle stagioni. Le ragazze  hanno una pessima considerazione di lui. L’amico medico inventa uno stratagemma − il padre è molto malato − e le donne arrivano. Inizia il confronto, il dialogo: difficile. Il passato pesa e le donne, a differenza degli uomini – secondo Lelouch − non riescono a perdonare. Ci vorrà un dramma perchè i cuori si sciolgano?

parliamo-delle-mie-donne-prime-tre-clip-dal-film-news

La bellezza della natura alpina sfolgorante non attenua  la fibrillazione del racconto, distillato con estrema eleganza formale, i risvolti psicologici  dolorosi e l’aria di sospensione  tra verità e menzogna nei rapporti. Infatti, l’amico medico ha detto una bugia alle figlie pur di dare una consolazione al vecchio fotografo viveur. La realtà dell’amicizia virile è uno dei temi di questo racconto toccante, vero e aspro talora, ma assolutamente sincero. Possono gli amici mentire per salvare gli affetti e tentare una riconciliazione? È possibile perdonare e perdonarsi? Jacques vorrebbe chiedere perdono anche lui, ma è molto faticoso: forse lo farà, ma a modo suo.

Lelouch intreccia psicologia femminile e maschile, vicende di una famiglia allargata o meglio frantumata o mai esistita, disperata ricerca di affetto e di ricucire rapporti spezzati. È una resa dei conti che attende ciascuno alla fine della vita: implacabile, nonostante lo stile leggiadro di Lelouch, la sua finezza introspettiva, l’apparente scioltezza del racconto  che sfuma il tragico in commedia.

parliamo-donne-1030x615

Naturalmente, il  tema principale è l’amore, visto come passione ineluttabile (Jacques non è pentito dei suoi tradimenti,  forse li rifarebbe, ma della mancanza di rapporto con le figlie), come nostalgia e rancore (le donne  faticano  a dimenticare). Però la sofferenza del vecchio fotografo è vera come quella delle figlie. Lelouch offre il ritratto di una umanità dispersa, nessuna luce spirituale, cui fa da contrasto la luce della natura, l’aquila solitaria che consola Jacques. Amore, amicizia, perdono: tre temi risolti dal regista senza urti espressionistici, ma con calcolato equilibrio nel gioco delle parti. Così equilibrato da lasciare ancora molta sospensione.

Johnny Holliday,  malato sul serio nella vita, dà anima e corpo al suo personaggio con naturalezza incisiva, insieme ad un gruppo di grandi attrici, fra cui Sandrine  Bonnaire, Iréne Jacob, Jenna Thian.

Da non perdere.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876