Riforme istituzionali e legge elettorale L’appello del Movimento politico per l’unità

Accordo saltato tra i componenti della Commissione Affari costituzionali del Senato. La società civile fa sentire la sua voce e chiede ai parlamentari il superamento del bicameralismo paritario, la riforma del Senato, suddivisione certa di competenze e responsabilità tra Stato e Regioni, la riforma della legge elettorale
Commissione affari costituzionali

Accordo saltato tra i componenti della Commissione Affari costituzionali del Senato. «A questo punto andiamo in Aula lunedì e lì scioglieremo i nodi», ha affermato il correlatore alla riforma del bicameralismo, Roberto Calderoli. L’esponente della Lega Nord, ha spiegato che sia lui che diversi senatori della maggioranza contestano la formulazione dell’emendamento sull'elezione dei senatori da parte dei consigli regionali. L’emendamento era stato scritto dopo un incontro tra il governo e il capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani.

Giunge perciò con incisivo tempismo l’appello al governo e a tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato da parte del Movimento politico per l’unità (Mppu) e del Movimento Umanità Nuova (UN), animati dalla spiritualità dei Focolari, che chiedono il superamento del bicameralismo paritario, la riforma del Senato con apertura intellettuale per evitare il naufragio del tentativo, ripristinare la certezza di competenze e responsabilità tra Stato e Regioni, la riforma della legge elettorale in grado di garantire governabilità e maggioranza certa.

Infine, l’esplicito invito a tutti i parlamentari «a non far mancare il proprio contributo», perché, «quanto più ampia sia la maggioranza, tanto più il Parlamento e ogni singolo componente, avranno contribuito a costruire l'unità nel Paese, rispondendo così alla istanza politica fondamentale, che è quella dell'unità di un popolo».

L’appello di Mppu e UN fa proprio l’orientamento politico e culturale ispirato ad un riformismo possibile, ma si basa sulla condizione «che non si perda mai di vista l’organicità di un disegno complessivo». Su questa premessa poggiano le proposte che costituiscono il cuore e il conseguente impegno dell’appello:

–  «il superamento del bicameralismo paritario o perfetto si pone come il primo e più urgente intervento, puntando ad un Parlamento bicamerale, composto da una sola Camera politica, cui spetta il voto di fiducia nei confronti del Governo, e l’altra Camera, il Senato, che risponda maggiormente alla vocazione di decentramento (che è propria della Costituzione), riservando ad essa la rappresentanza delle articolazioni territoriali della Repubblica»;

–  in riferimento ai compiti legislativi, «è molto importante evitare farraginosità nel procedimento di approvazione delle leggi, pur senza comprimere il principio partecipativo di entrambe le assemblee»;

–  il tema si collega una «questione che appare oggi dirimente: il profilo del nuovo Senato con riguardo alla composizione elettiva di primo o secondo grado, ovvero di diritto connesso ad altra carica elettiva». La questione è di grande rilevanza «proprio perché riguarda, alla fine, la stessa funzione del Senato ed infatti ispira le diverse posizioni politiche, che rischiano di dar vita a una contrapposizione fatale»;

–  per questo il Mppu e UN, «nell’ambito dei quali tutte le posizioni sono rappresentate, esortano i politici ad affrontare il tema con la necessaria gravità ed apertura intellettuale. Nello stesso tempo li esortano ad evitare che esso diventi la pietra di inciampo in grado di far naufragare il tentativo»;

–  accanto al bicameralismo, «è necessario ritoccare il Titolo V della Parte Seconda della Costituzione, già oggetto di riforma nel 2001 e che dopo 13 anni di applicazione ha reso esplicite alcune incongruenze relative al riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni. È necessario ripristinare la certezza delle competenze e delle responsabilità, e con essa la certezza del diritto, sgravando la Corte costituzionale da un carico di lavoro tanto artificioso quanto necessario;

–   l’appello sottolinea inoltre che «non sono solo le modifiche costituzionali a rivestire priorità». Accanto ad esse è necessario «apprestare una legge elettorale in grado di garantire governabilità e certezza di maggioranza, ma senza sacrificio eccessivo della rappresentatività. Sotto questo punto di vista, l'insistenza sulle liste bloccate che emerge dalle recenti proposte riformatrici, appare eccessiva. A riguardo, si esorta ad ispirarsi con larghezza ai principi che hanno condotto alla dichiarazione di incostituzionalità della legge del 2005».

Nessuno dubita che si possa ancora tergiversare su tali questioni, mentre è urgente porre mano con decisione alle modifiche della Costituzione, «indispensabili per l’ammodernamento dell’articolazione del potere legislativo».  In questo sforzo corale, Mppu e UN «si impegnano ad operare perché le riforme siano elaborate da tutti con spirito costruttivo, per rafforzare la legittimazione delle istituzioni politiche nazionali salvaguardando il principio della rappresentatività democratica e rafforzando il rapporto diretto eletto-elettore.  Riteniamo infatti che la priorità dell'azione politica sia da ravvisare nella salvaguardia del senso di appartenenza e di comunità, fondamento di un Paese unito che guarda al futuro con speranza».

A tal fine, i due movimenti sottolineano che «una volta di più è la classe politica ad essere chiamata ad onorare la propria missione sociale e a dare risposte non contingenti, bensì proporzionate alle domande della storia e possibilmente non prive di profezia. Per questo ci rivolgiamo ai politici con un appello indirizzato alla loro responsabilità, al loro impegno e alla loro capacità di rispondere alla storia, anziché alla cronaca».

In allegato l'appello integrale

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