Riformare le regole economiche dell’Europa

La Commissione europea propone nuove modalità per conciliare riduzione del debito pubblico, riforme e investimenti
Regole economiche Europa
(Foto: Pixabay)

La Commissione europea ha presentato alcune proposte legislative per attuare la riforma delle regole di governance economica dell’Unione europea (Ue) dopo la economica e finanziaria degli ultimi anni. L’obiettivo di queste proposte è rafforzare la sostenibilità del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso le riforme e gli investimenti. Tali proposte devono poi essere approvate dagli Stati membri e dal Parlamento europeo.

Le proposte tengono conto della necessità di ridurre i livelli di debito pubblico, notevolmente cresciuti, si basano sugli insegnamenti tratti dalla risposta politica dell’Ue alla crisi COVID-19 e preparano l’Ue alle sfide future sostenendo i progressi verso un’economia verde, digitale, inclusiva e resiliente e rendendola più competitiva.

Le riforme e gli investimenti sono entrambi essenziali. La transizione verde e digitale, il rafforzamento della resilienza economica e sociale e la necessità di consolidare la capacità di sicurezza dell’Europa richiederanno investimenti pubblici ingenti e duraturi negli anni a venire. Riforme volte a promuovere una crescita sostenibile e inclusiva rimangono una componente essenziale di piani di riduzione del debito pubblico degli Stati membri.

Le proposte della Commissione europea mirano pertanto ad agevolare e incoraggiare gli Stati membri ad attuare importanti misure di riforma e di investimento. Gli Stati membri beneficeranno di un percorso di aggiustamento di bilancio più graduale se, nei loro piani, si impegnano a realizzare una serie di riforme e investimenti conformi a criteri specifici e trasparenti.

Le nuove regole agevoleranno le riforme e gli investimenti necessari e contribuiranno a ridurre gli elevati rapporti debito pubblico/prodotto interno lordo (Pil) in modo realistico, graduale e duraturo, in linea con il discorso sullo stato dell’Unione 2022 della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. La riforma renderà la governance economica più semplice, nell’ambito di un quadro comune trasparente dell’Ue.

Nei piani che gli Stati membri elaboreranno definiranno i loro obiettivi di bilancio, le misure per affrontare gli squilibri macroeconomici e le riforme e gli investimenti prioritari per un periodo di almeno quattro anni. I piani saranno valutati dalla Commissione europea e approvati dal Consiglio dell’Ue sulla base di criteri comuni, che hanno al centro la sostenibilità del debito pubblico, promuovendo allo stesso tempo una crescita sostenibile e inclusiva.

L’integrazione degli obiettivi di bilancio, di riforma e di investimento in un unico piano a medio termine contribuirà a creare un processo coerente e semplificato. Gli Stati membri avranno un maggiore margine di manovra nella definizione dei percorsi di aggiustamento di bilancio e degli impegni in materia di riforme e investimenti. Gli Stati membri presenteranno relazioni annuali sui progressi compiuti per facilitare un monitoraggio e un controllo più efficaci dell’attuazione di tali impegni.

Per ciascuno Stato membro con un disavanzo pubblico superiore al 3% del Pil o un debito pubblico superiore al 60% del Pil, la Commissione europea pubblicherà una traiettoria tecnica specifica per paese. Questa traiettoria cercherà di garantire che il debito sia orientato verso un percorso di riduzione plausibile o rimanga a livelli prudenti, e che il disavanzo resti o sia portato e mantenuto al di sotto del 3% del Pil nel medio periodo. Le traiettorie tecniche e le informazioni tecniche guideranno gli Stati membri nella definizione degli obiettivi di spesa pluriennali che includeranno nei loro piani.

Per garantire la sostenibilità del debito si applicheranno garanzie comuni. I valori di riferimento del 3% e del 60% del Pil per il disavanzo e il debito rimarranno invariati. Il rapporto debito pubblico/Pil alla fine del periodo coperto dal piano dovrà essere inferiore rispetto a quello registrato all’inizio dello stesso periodo, e finché il disavanzo rimarrà al di sopra del 3% del Pil dovrà essere attuato un aggiustamento di bilancio minimo dello 0,5% del Pil all’anno come parametro di riferimento.

Secondo Ursula von der Leyen, «abbiamo bisogno di regole di bilancio adeguate alle sfide di questo decennio», e «le nuove regole contribuiranno a ridurre gli elevati livelli di debito pubblico in modo realistico, graduale e duraturo», oltre che migliorare «la titolarità nazionale sulla base di norme comuni dell’Ue e ne rafforzeranno l’applicazione». Infatti, «finanze pubbliche sane ci consentono di investire ancora di più nella lotta ai cambiamenti climatici, di digitalizzare la nostra economia, di finanziare il nostro modello sociale europeo inclusivo e di rendere le nostre economie più competitive».

Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione europea con la delega a un’economia al servizio delle persone, rileva che «le nostre regole di bilancio comuni dell’Ue risalgono agli anni Novanta», e che «da allora abbiamo resistito a gravi shock economici: la crisi economica e finanziaria mondiale, la pandemia, la guerra in Ucraina». Oggi «ci troviamo di fronte a sfide e priorità economiche diverse e le nostre regole devono rispecchiare questi cambiamenti». Ecco che le nuove proposte «garantiranno una riduzione costante degli elevati livelli di debito pubblico e ci aiuteranno a soddisfare le nostre principali esigenze in termini di riforme e investimenti», grazie a una semplificazione delle «norme per garantire la sostenibilità del debito pubblico attraverso un aggiustamento di bilancio graduale e realistico e per sostenere una crescita sostenibile e inclusiva».

Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’Economia, osserva che «rispetto ai risultati raggiunti in passato dal patto di stabilità, le proposte di oggi mirano a conseguire una riduzione del debito più graduale ma più costante e a stimolare una crescita sostenibile e inclusiva attraverso investimenti e riforme», cosicché «questo nuovo quadro sosterrà sia la stabilità che la crescita nell’UE per gli anni a venire».

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