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Ambiente > Ecologia

Rifiuti, torna il vuoto a rendere

di Lorenzo Russo

- Fonte: Città Nuova

Inizia una fase sperimentale di 12 mesi per il riciclo su cauzione delle bottiglie di birra e acqua minerale. Alberghi, ristoranti e bar che aderiscono all’iniziativa avranno un’etichetta green all’esterno

Dieci centesimi per la bottiglia di birra da 0,33 litri e 25 centesimi per quella da 1 litro. Queste le tariffe che entreranno in vigore il prossimo 10 ottobre se si restituiscono le bottiglie vuote di birra e di acqua minerale. Bar, alberghi e ristoranti che aderiscono all’iniziativa a loro volta avranno la restituzione della cauzione già pagata al fornitore.

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 25 settembre scorso, il nuovo regolamento sul vuoto a rendere del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti non è altro che una misura presentata nel “Collegato ambientale” approvato a dicembre di due anni fa.

Il servizio durerà in via sperimentale un anno su base volontaria: alberghi, bar e ristoranti che aderiranno all’iniziativa potranno esporre un simbolo all’ingresso dei propri locali per avvertire i clienti della novità.

Il vuoto a rendere per ora riguarda solo le bottiglie di birra e di acqua con un volume compreso tra gli 0,20 e gli 1,5 litri, per un meccanismo che si basa sul sistema del deposito cauzionale (tra gli 0,05 e i 0,3 euro a imballaggio).

A che serve tutto questo?

L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini sull’importanza del riciclo e del riutilizzo delle bottiglie, che in questo modo potranno essere usate almeno per altre dieci volte.

«Un Paese proiettato nell’economia circolare come l’Italia – afferma il ministro Gian Luca Galletti – non può che guardare con interesse a una pratica come il vuoto a rendere, già diffusa con successo in altri Paesi. Questo decreto dà una possibilità a consumatori e imprese di scoprire una buona pratica che aiuta l’ambiente, produce meno rifiuti e fa risparmiare soldi».

In passato nel nostro Paese già esisteva la pratica del vuoto a rendere. Poi è stata abbandonata, contribuendo così all’aumento dei rifiuti.

La fase sperimentale di un anno servirà per capir e valutare la fattibilità tecnico-economica e ambientale del sistema del vuoto a rendere, al fine di stabilire se la pratica sia da confermare, ed eventualmente, estendere ad altri tipi di prodotto e ad altre tipologie di consumo al termine del periodo di sperimentazione. Fra un anno, alla fine della fase sperimentale, raccoglieremo i risultati.

Intanto ad essere interessati al momento sono solo i commercianti aderenti all’iniziativa, che al momento dell’acquisto all’ingrosso delle bevande in bottiglia verseranno una piccola cauzione (proporzionale al volume dell’imballaggio e ricompreso tra 0,05 e 0,3 euro), che verrà restituita dal grossista al momento della resa dei vuoti da parte del rivenditore.

Riproduzione riservata ©

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