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Ambiente > Ecologia

Ridurre l’impatto ambientale dei rifuti tecnologici

di Mario Agostino

- Fonte: Città Nuova


Il riuso è la chiave del progetto del gruppo pisano PcDonato, che raccoglie vecchi computer dismessi e li rende nuovamente funzionanti. A beneficiarne non è solo l'ambiente, ma anche enti, scuole e privati ai quali vengono donati i PC rimessi a nuovo

Personal computer

Tra i modelli presentati in occasione del X Forum internazionale per la salvaguardia della natura, organizzato a Napoli dall’associazione Greenaccord in collaborazione con il Comune di Napoli, è emersa una giovane e innovativa realtà toscana, chiamata PcDonato.

PcDonato è un gruppo informale che a Pisa si occupa di riuso e sostenibilità, con l'obiettivo di fornire strumenti e conoscenze altrimenti poco conosciuti ai più. La squadra, giovane ed estremamente motivata sul piano ideale, promuove un consumo intelligente della tecnologia tramite il riuso.

Il presupposto di partenza è legato alla considerazione che spesso, anche se le esigenze legate all'uso di un PC sono molto basilari – elaborazione testi, mail, video, musica – esiste una corsa al computer ritenuto migliore, o più attraente, cosa che incrementa notevolmente il numero di PC portati in discarica, con un considerevole impatto ambientale dei rifiuti tecnologici. Ma forse non sono molti a ricordare o a sapere che grazie ai sistemi operativi open source, gratuiti e intuitivi, i PC dismessi di 10 anni fa sono ideali per svolgere quelle operazioni quotidiane che non richiedono la stessa potenza di calcolo necessaria a un progetto di architettura o a un montaggio cinematografico.

L’assunto di base che muove il gruppo PcDonato è tanto semplice quanto talvolta dimenticato: «Il computer giusto alla persona giusta», permettendo così ai PC di poter vivere molti più cicli prima di essere definitivamente buttati. Di fatto, un maggiore riuso, chiamato tecnicamente trashware, di materiale dismesso porterebbe a una diminuzione di consumo e di inquinamento.

Il trashware, dunque, consiste concretamente nel recupero di vecchi PC ormai ritenuti obsoleti, i quali vengono aggiustati e integrati con altri pezzi, e sui quali viene installato un nuovo sistema operativo open source (Linux, solitamente Ubuntu o Debian), rendendoli così nuovamente funzionanti. I PC così aggiustati vengono quindi consegnati a enti, associazioni, scuole o privati che ne facciano richiesta, ritornando ad essere utili. I PC accolti nella struttura di PcDonato vengono testati attraverso una rapida procedura che permette di capire quali modifiche sono eventualmente necessarie per riportare le macchine nuovamente in funzione.

Attualmente, lo standard fissato è che il computer sia almeno successivo all'anno Duemila (quindi almeno un Pentium III a 900Mhz, o un Athlon K75). Chi possiede un PC inutilizzato e desidera donarlo, può contattare il gruppo attraverso i contatti citati sul sito www.pcdonato.com e prendere un appuntamento. Ma non è tutto: il gruppo organizza corsi costruiti con l'idea di fornire gli strumenti necessari a usare un PC a prescindere dal sistema operativo o dall'interfaccia grafica, cercando di far capire la logica intrinseca con la quale viene costruito un computer.

«Com'è possibile che un giovane riesca a usare un qualsiasi PC/tablet/diavoleria tecnologica senza averla mai usata?» A partire da questa domanda, il gruppo si è dato l’essenziale compito di diffondere questa consapevolezza anche a chi non ha mai avuto un contatto diretto con la tecnologia informatica o a chi l'ha usata in maniera ridotta per anni, trovandosi di fatto annoverato tra le vittime del cosiddetto digital divide, ossia la separazione tra chi ha competenze e possibilità tecnologiche e chi non vi ha accesso.

Da non tralasciare gli spunti di aggregazione e promozione del gruppo, che oltre a partecipare a convegni o eventi per presentare la propria esperienza, organizza "ludo night”, ovvero serate di svago tra chiacchiere, giochi da tavolo, LanParty (possibilmente open source), M.A.M.E. e Playstation. PcDonato non è un'entità isolata, ma vive e si relaziona in una rete di persone e associazioni, la maggior parte delle quali fanno riferimento alla sede CENTrOPASSI, contenitore di realtà ben radicate sul territorio. Tra queste, di grande sensibilità sociale, l'Associazione bambini e bambine in movimento, l’associazione Fare spazio ai giovani e il comitato pisano Uisp.

Riproduzione riservata ©

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