Rider: 60 mila assunzioni in arrivo

La Procura di Milano ha annunciato, contro alcune società di delivery, provvedimenti che vanno dal commissariamento, alle multe, all’obbligo di applicare contratti adeguati ai ciclo-fattorini.
AP Photo/Luca Bruno

La pandemia di Covid-19 ed i relativi provvedimenti di lockdown hanno mostrato quanto importante sia il lavoro dei rider, grazie al quale è possibile ricevere cibi pronti o altri beni ma, allo stesso tempo, anche quanto essi siano l’anello più debole della catena del sistema delle consegne. Consegne estese da alcune piattaforme anche ad altri prodotti, come la spesa o il giornale. Del resto, alcune piattaforme hanno attivato dei sistemi di tutela e protezione dei rider proprio durante i mesi di confinamento sociale.

Il 29 maggio 2020, il Tribunale di Milano aveva stabilito il commissariamento per caporalato di Uber Italy, filiale italiana di Uber, poiché questa avrebbe approfittato dello stato di bisogno dei rider con Uber Eats che, attraverso società di intermediazione di manodopera, avrebbe sfruttato migranti provenienti da contesti di guerra, richiedenti asilo, residenti di centri di accoglienza temporanei e persone in stato di bisogno.

Adesso, il procuratore di Milano, Francesco Greco, ha annunciato l’apertura di un’indagine fiscale da parte della Procura di Milano su Uber Eats, per verificare se sia configurabile come una stabile organizzazione occulta dal punto di vista fiscale. L’indagine sui rider si è quindi estesa a livello nazionale e la Procura di Milano ha indagato 6 persone, tra amministratori delegati, legali rappresentanti o delegati per la sicurezza, delle società di delivery Uber Eats, Glovo-Foodinho, JustEat e Deliveroo.

Inoltre, alle aziende in questione sono stati notificati verbali che imporrebbero di applicare i contratti adeguati e quindi assumere gli oltre 60.000 lavoratori di tali società di delivery come lavoratori coordinati e continuativi, passando da lavoratori autonomi e occasionali a parasubordinati. Inoltre, tali società hanno ricevuto la contestazione di ammende sui profili di sicurezza dei fattorini per oltre 733 milioni di euro.

L’annosa vicenda delle tutele giuridiche e delle forme contrattuali nei confronti dei rider si colora di una nuova sfumatura. Quel che è certo è che i ciclo-fattorini meritano il rispetto dei diritti fondamentali che spettano a ciascun lavoratore.

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