Ricostruire un rapporto

Una nostra parente ha scoperto che suo marito ha avuto una relazione con una collega di lavoro. È vero che questa storia è finita,ma il dialogo tra loro è ora più difficile. Quando ci chiede cosa ne pensiamo, non sappiamo come aiutarla. Avete un suggerimento per noi?. A.N. – Ascoli Per ridare speranza in situazioni tanto delicate, è necessario, guardando negli occhi chi ci interroga, mettere prima di tutto in gioco noi stessi, come pegno di stima e di possibilità di ripresa. Ogni persona, uomo o donna, è chiamata dal profondo a realizzare la propria personalità nell’incontro con l’altro, con un tu privilegiato, per condividere tutto ciò che si è e si ha: tempo, risorse, progetti, persino la nostra intimità, fisica e spirituale. Se questo patto cede, sembra crollare la vita stessa e tutte le speranze vengono oscurate. È minata la fiducia che l’uno aveva riposto nell’altro: mi ha tradito oggi, come escludere che non lo rifarà domani? Cosa dire a chi, vicino a noi, ci grida il suo perché? A volte un’amicizia forte, un dialogo allargato e profondo, tra famiglie o con persone affidabili, permettono alla coppia di guardare oltre il fallimento e di riattivare la loro relazione. Altre volte può essere necessario un intervento più specializzato (consulenti familiari, psicologi, psicoterapeuti). Anche quando la situazione non si risolve e magari la coppia si separa, è comunque possibile trarne un motivo di maturazione, di revisione di convinzioni personali, che necessariamente vanno ad ancorarsi più in profondità. Quando poi ci sono figli, l’amore per loro è un buon motivo per recuperare insieme atteggiamenti di responsabilità comune. La persona che ci scrive potrebbe scoprire e mettere in luce alla coppia in crisi gli elementi positivi del loro comportamento, come, per esempio, il coraggio dell’uno a tagliare la relazione che lo allontanava dalla moglie e, da parte di questa, la disponibilità a cercare aiuto, oltre che nelle risorse personali e di coppia, anche fuori, in un’altra coppia, che evidentemente stima. Queste premesse mi sembrano fondamentali per superare, seppure con fatica, i giudizi e le resistenze che ciascuno dei due sicuramente ha dentro. Non è né facile né scontato riprendere il cammino comune; si tratterà magari di cercare una stradina, stretta e poco segnata, su cui giorno per giorno fare un passo in avanti. Su questo ha scommesso Paola, una donna di cinquant’anni con una professione molto impegnativa, abbandonata dal marito, che l’ha lasciata con i due figli. Lei, sostenuta dall’amore per questi ragazzi, dai valori in cui credeva e da altre coppie, ha continuato a coltivare il rapporto con lui, anche se a distanza. Dopo un periodo di separazione durato alcuni mesi, il marito è tornato in famiglia. Hanno saputo confrontarsi con le ferite ancora aperte: lei ha addolcito il suo carattere spigoloso e lui si è impegnato seriamente sul lavoro. Adesso, insieme, sostengono progetti di aiuto a famiglie in difficoltà.

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