Ricette d’amore

Ha del buono quest’opera intelligente, che parla di una giovane cuoca di Amburgo, specialista in cucina francese. È della trentaseienne regista esordiente Sandra Nettelbeck, che ha studiato a San Francisco, ma è di origini tedesche. Tratta di problemi molto attuali, relativi al lavoro femminile e alla famiglia, alle difficoltà di comunicazione provocate da caratteri difficili e alla situazione di una bambina di otto anni, divenuta insostenibile per la morte della mamma e la lontananza del padre. Vi è anche il confronto fra mentalità culturalmente diverse, quella amburghese più nordica e quella italiana più estroversa. Tuttavia, l’autrice tratta il dramma esistenziale legato a tali cause non in maniera pesante, ma con la leggerezza della commedia, evidenziando numerosi momenti, nella cucina del ristorante, sulle scale di casa, nello studio dello psichiatra, che piacciono per la loro vivacità e immediatezza. Il carattere chiuso e strano, per certi versi, della cuoca, troppo perfezionista ed esigente, è una difficoltà che le rende difficile avere un rapporto disteso con la nipotina, che ha smesso di mangiare. Un aiuto le viene dal nuovo cuoco (un Sergio Castellitto in piena forma), italiano ed allegro, che cucina con estro ed offre piatti pieni di sapori nuovi, che piacciono alla bambina. E la cosa migliore del film è di mostrare come le difficoltà personali vengono superate quando i protagonisti collaborano per aiutare quest’ultima. Allora i vari personaggi si aprono reciprocamente e si rasserenano. Le ricette dei piatti prelibati, che ci accompagnano dall’inizio alla fine, diventano a questo punto veicolo all’amore, inteso in senso generalizzato. Regia di Sandra Nettelbeck; con Sergio Castellitto e Martina Gedeck. Raffaele Demaria

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