Regola Numero Uno: rivoluzione

Riapre dopo 50 anni la storica etichetta discografica Numero Uno, che fu di Lucio Battisti e Mogol. I primi artisti a farne parte oggi sono Iosonouncane, La Rappresentante di Lista, Colapesce e Dimartino

Chi lo ha detto che un progetto discografico nato alla fine degli anni ’60 non possa godere di una seconda vita perfettamente al passo con questi tempi di nevrosi innovativa? È il caso della casa discografica Numero Uno, creata da Mogol insieme al padre e al produttore Alessandro Colombini nel 1969, famosa per aver promosso numerosi lavori di artisti tra i quali Lucio Battisti, Edoardo Bennato, Formula 3, Ivan Graziani, Premiata Forneria Marconi, Bruno Lauzi.

Conobbe la gloria agli inizi degli anni ’70 tanto da arrivare ad essere considerata una delle migliori imprese discografiche della musica italiana. Fu però chiusa nel 1974 per mancanza di un vero e proprio sostentamento economico, pur rimanendo in vita come marchio associato alla RCA fino al 1994.

Lo scorso 17 novembre, per la gioia anche di tanti giovani appassionati di musica, è stata presentata la nuova Numero Uno, il suo nuovo percorso, i suoi nuovi artisti.

La label riparte infatti da nomi veramente interessanti del panorama indipendente.

Il primo è Iosonouncane, cantautore dedito all’elettronica, reduce dal successo dell’ormai lontano DIE, uscito nel 2015 e gradito a critica e pubblico. Personalissimo nella scrittura, magnetico nei suoni, il musicista sardo, dopo un’attesa estenuante per i fan, è tornato proprio in questi giorni a farsi sentire con una doppietta di singoli che anticipano il nuovo album IRA: l’inedito Novembre (“Son felice che tu sia tornata / ero certo che mi avresti salvato / il mattino ti cerca la schiena / fra gli stracci di una strada piena”) e la cover di quella perla che è Vedrai Vedrai di Luigi Tenco.

Altro progetto veramente affascinante è quello de La Rappresentante di Lista, band art pop ricca di influenze e molto attiva anche fuori dallo studio di registrazione, con una spiccata vena teatrale e molto curata nell’esibizione. Abbiamo potuto ascoltarli recentemente, all’interno della colonna sonora di The New Pope così come sul palco dello scorso Festival di Sanremo, al fianco di Rancore.

Colapesce è invece il nome d’arte di Lorenzo Urciullo, produttore e cantautore. Ha all’attivo ormai 4 album pubblicati, l’ultimo scritto a 4 mani con un altro acquisto della nuova Numero Uno, Dimartino. I due hanno rilasciato a luglio scorso il disco I Mortali, con il quale hanno festeggiato entrambi i 10 anni di carriera e in cui raccontano la loro visione personale della Sicilia e delle storie collegate ad essa;

«Una sorta di pop del futuro, pop d’autore» così definiscono il frutto del loro lavoro.

È quindi ricco di qualità il roster della Numero Uno.

Oltre ai già citati, si sono recentemente aggiunti alla lista l’ex Il Genio Gianluca de Rubertis, Fadi, Camilla Magli e Marco Castello. Le premesse sembrano quindi accendere l’interesse di una certa fanbase cantautorale e sono state ben delineate durante la conferenza stampa di mercoledì scorso.

È stato Stefano Patara di Sony Music (partner della rinascita) a parlare di «dare spazio alle realtà indipendenti in un luogo in cui le proposte possano essere valutate per il loro valore artistico e non per la loro resa commerciale».

Anche Mogol è apparso entusiasta seppur ben consapevole del profondo cambiamento subito dal modo di produrre musica in Italia, accelerato negli ultimi anni dall’ondata dell’itpop.

La giornata è proseguita con l’annuncio dell’uscita della prima ristampa dei dischi targati Numero Uno che conterrà brani come Questo Folle Sentimento dei Formula 3, …E Penso a Te di Bruno Lauzi e La Canzone del Sole di Battisti.

Vecchia e nuova scuola si incontrano e dimostreranno di sapere convivere benissimo. La Numero Uno, che nacque in seguito a dissensi artistici tra musicisti e una vecchia etichetta, la Dischi Records, riparte con lo stesso spirito rivoluzionario di allora. E Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di rivoluzione.

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