Reciproci doni

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Nonostante le difficoltà teologiche e nonostante i persistenti momenti di diffidenza, il dialogo ecumenico avanza. Quella dei piccoli passi sembra attualmente una via efficace da percorrere. Piccoli-grandi passi che permettono di non soccombere dinanzi al muro di problematiche secolari, ma anzi di credere che l’unità piena tra i cristiani, dono di Dio, non è poi così lontana. In questa prospettiva va letto anche un incontro avvenuto il 23 aprile scorso, tra il Consiglio della Chiesa regionale evangelico-luterana della Baviera e il Centro del Movimento dei focolari. Lo sappiamo, il clima è fondamentale nelle riunioni ecumeniche per l’amore evangelico fatto di ascolto, rispetto e serenità. Così è avvenuto al centro dei Focolari, a Rocca di Papa. Sintomo ne sia il fatto che la visita è durata più a lungo del previsto, per il desiderio di stare assieme, di condividere le proprie scoperte di vangelo vissuto. A testimonianza di questo clima, vale la pena di riportare quanto ha detto il vescovo Oeffner, del decanato di Augsburg: “Moltissimi colloqui teologici ecumenici finiscono col produrre documenti. La mia esperienza negli incontri col focolare è invece che si tratta di uno stile di vita, di preghiera e dell’essere insieme. La spiritualità dell’unità dà la possibilità di parlare anche delle differenze teologiche, ma in un modo diverso. Non vengono prodotti documenti, ma si offre di fatto la possibilità di capire meglio la posizione dell’altro “. Ed è quello che è avvenuto anche questa volta nel dialogo che ha unito i presenti: franchezza, rispetto, attenzione. Nel suo l’intervento, Chiara Lubich ha posto l’attenzione su “Gesù crocifisso e abbandonato, punto focale di una spiritualità di comunione”. “A noi – ha detto – egli si è presentato non solo per essere studiato e contemplato, ma anzitutto come modello da imitare in tutte le prove ed in modo speciale nei dolori delle disunità (“). E, poiché egli abbandonato è luce pure per ricomporre la piena comunione visibile (“) possiamo vederlo come il “crocifisso ecumenico””. E ha continuato prendendo l’esperienza dei Focolari: “L’amore a Gesù abbandonato ha fatto sì che noi cristiani di 350 chiese, appartenenti al Movimento dei focolari, ci sentiamo già, in qualche modo, una famiglia; sentiamo di comporre fra noi “un popolo cristiano”, popolo che è come un lievito nel movimento ecumenico, che ravviva fra tutti, uomini e donne, giovani e anziani, persone dotte e non, di razze, popoli e lingue diverse, ravviva il senso che, essendo cristiani, battezzati, nella possibilità di amarci, tutti possiamo contribuire alla realizzazione del Testamento di Gesù”. La speranza non è mai mancata nelle sue parole: “Vogliamo sperare che altre forme di dialogo, come quello della carità, del servizio comune, della preghiera e quello teologico, possano venire potenziate da questo che può dirsi “dialogo della vita”. Come speriamo che il perenne problema di come la gente possa recepire i progressi nei dialoghi teologici ufficiali, possa essere superato da un popolo ecumenicamente interessato e preparato”. Le parole del vescovo Johannes Friedrich hanno poi messo il sigillo all’appuntamento: “Sento che per la via verso l’unità sulla quale vogliamo proseguire insieme, la vostra esistenza è molto importante. È importante che ci siete in tutto il mondo e che lavorate in tanti paesi, anche da noi in Germania. E il modo in cui lavorate è un grande dono di Dio anche per noi e per questo vorrei ringraziarvi con tutto il cuore”. La sua preghiera finale è stata toccante: “Tu che hai detto “che tutti siano uno” aiutaci a realizzare nella nostra vita e nel nostro agire questo testamento di Gesù Cristo, nello Spirito Santo. Guidaci sulla via dell’unità che sta dinanzi a noi. Benedici tutti i passi sulla via dell’unità che stiamo percorrendo”. La meta dell’ecumenismo, è stato detto a Rocca di Papa, è quella di “porre l’orecchio sul cuore della chiesa dell’altro”. Un’immagine, ma non solo. ANDESKIRCHENRAT Il Consiglio della Chiesa regionale evangelico-luterana della Baviera è composto dal vescovo della regione, il dott. Johannes Friedrich, dai responsabili dei vari uffici e dipartimenti, e dai sei vescovi dei decanati della regione: Monaco, Regensburg, Bayreuth, Augsburg, Norimberga, Ansbach- Würzburg.Tutti hanno la medesima autorità, sotto la presidenza del vescovo della regione, primus inter pares.Agiscono sulla base di un rigoroso principio di collegialità, cosicché le decisioni di un certo rilievo vengono sempre prese insieme, come ad esempio quelle riguardanti la visione e lo sviluppo della chiesa, o quelle che coinvolgono il personale. Il consiglio al completo ha partecipato all’incontro di Rocca di Papa.

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