Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Società

Rai, tagli alle sedi estere

di Claudia Di Lorenzi

- Fonte: Città Nuova

Nulla può sostituire la capacità del giornalista di raccogliere le notizie sul posto.

rai
«Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove. Ma nulla può sostituire la capacità di un giornalista di cercare e raccogliere le notizie sul posto dove si formano». È il cuore dell’appello lanciato ai vertici Rai dalla Federazione nazionale della stampa, insieme a più di 2200 firmatari, fra cui privati ed enti no-profit, per scongiurare la chiusura di cinque sedi di corrispondenza estera: Beirut, Il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi, Buenos Aires, strategiche per l’informazione dalle aree in via di sviluppo, e del canale Rai Med, piattaforma di dialogo con i popoli del Mediterraneo.

Chiudere questi uffici, cancellando ogni presenza stabile al di fuori dell’Europa e degli Usa  – dice l’appello – «vorrebbe dire chiudere gli occhi degli italiani sul mondo, in un tempo in cui grandi sfide mondiali ci impongono una crescente attenzione e impegno. Questi uffici sono un elemento indispensabile non solo della Rai ma del nostro sistema democratico».

E se per i vertici aziendali la decisione è frutto di necessari tagli al bilancio, decisa si leva la voce dei missionari, che attraverso la Federazione della stampa missionaria italiana definiscono il provvedimento «grave e controproducente» perché colpisce il Sud del mondo, già marginale nei circuiti informativi italiani, e perché ispirato «a criteri economicisti che, come tali, dovrebbero essere estranei a un servizio pubblico», proponendo piuttosto di vigilare «sugli esosi compensi alle star o sugli sprechi».

 

«Non è questione di costi, ma di priorità», fa eco il sindacato dei giornalisti Usigrai che precisa: «Sette, ottocento mila euro l’anno è il costo di quelle cinque sedi contro contratti milionari che vediamo quotidianamente riproporsi».
Considerazioni sulla gestione del denaro pubblico che richiamano il tema della qualità del prodotto audiovisivo – che rischia di scadere nel provincialismo e nella autoreferenzialità – particolarmente attuali a fronte del recente aumento del canone Rai.  

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876