Radici intrecciate

Pennellate del viaggio in Argentina di Maria Voce. In un Cono Sud costellato di luci, l'impegno per contribuire a dissolvere le ombre.
900 giovani dei Focolari del Cono Sud

I fatti avvengono sempre in un contesto. L'America Latina con la quale ha preso contatto la presidente dei Focolari, Maria Voce, non è più il "continente delle occasioni perse". Il Brasile è già fra le prime dieci economie del mondo e fa udire la sua voce nei consessi internazionali. I popoli originari, dopo anni di emarginazione e di oblio, partecipano sempre più alla vita civile e politica, si combatte decisamente la povertà e si torna a sperare in un futuro migliore. Certo, le ombre non mancano: la scarsa coesione sociale e la disuguaglianza sono il maggior deficit. Ciò nonostante, l'America Latina sta forgiando una identità interculturale arricchita dalle comuni radici, linguistiche e religiose, quelle dei popoli originari e dei discendenti delle diverse correnti di immigranti. «Radici intrecciate, non più separate», dirà Maria Voce, seguendo una profonda intuizione.

È in questo contesto che, insieme al copresidente, Giancarlo Faletti, Maria Voce si è incontrata in Argentina con i membri delle comunità del movimento provenienti anche da Bolivia, Cile, Paraguay e Uruguay.
In 50 anni la presenza dei Focolari in Argentina si è estesa a tutti gli ambiti della società: civile e culturale, laica e religiosa. Una presenza creativa, che ha dato vita a decine di opere sociali, a istituzioni culturali che operano nel campo educativo o universitario, attività editoriali, oltre ad artisti, ricercatori, formatori di opinione che cercano di incarnare secondo la spiritualità focolarina quella sensibilità per il sociale così caratteristica nei popoli latinoamericani. Una dimensione, quest'ultima, che è emersa in vari momenti come un leit motiv, insieme all'invito a immettersi sempre più nel contesto sociale, in un dialogo aperto a 360 gradi. «Chiara Lubich ci ha insegnato a costruire brani di società rinnovata nell'umanità. Dobbiamo portare avanti insieme ciò che Dio ci mette in cuore», dirà Giancarlo Faletti.

Ma cosa può aiutare a rinnovare questi brani di umanità? «Pensando al grande progetto di integrazione in atto nel vostro continente – ha dichiarato Maria Voce parlando a un folto gruppo di esponenti della cultura –, il carisma dell'unità si offre per contribuire a costruire una cultura che abbia nella fraternità il suo paradigma». Una spinta, questa, che può tradursi anche in nuovi rapporti col resto del mondo. «L’America Latina può essere un dono per l’umanità proprio per le sue profonde radici culturali – affermerà Maria Voce –. Può essere un esempio di costruzione di una società nuova nella quale la diversità non è ostacolo ma diventa ricchezza. Lo dico come europea, vi prego di darci questa esperienza, il mondo ha bisogno di vederla realizzata in un posto e penso che queste terre siano quelle adatte». Parole che hanno un gran peso in una regione che spesso ha avvertito di aver poco o niente da dare al mondo.

Una presenza, quella dei Focolari, che a livello ecclesiale si pone in sintonia con l'appello della Chiesa per una "nuova evangelizzazione". «Il Vangelo deve essere il nostro vestito – ha sottolineato Maria Voce a più di 3500 persone del movimento –, aiutiamoci a viverlo per annunziare che Cristo è vivo, e così permettere che altri s'incontrino con lui presente tra noi per l'amore reciproco che ci lega».
Ma l'incontro forse più intenso e gioioso è stato quello con 900 giovani di tutto il Cono Sud. Gli interventi di Maria Voce e di Giancarlo Faletti hanno avuto il sapore di un passaggio del testimone alle nuove generazioni, depositarie del carisma di Chiara Lubich. «Siate fiduciosi in Gesù in voi e tra voi, lui vuol camminare con noi nella società», dirà Faletti. «Abbiate il coraggio di annunziare agli altri, con la vita, la testimonianza, le parole, che Gesù è vivo – conclude la presidente –. Non c'è una proposta di vita migliore di questa, perché viene da Dio. Non ho nessun dubbio che questo messaggio è in buone mani».

Una affettuosa amicizia
 
Tra i vari momenti attesi, l'incontro con i numerosi amici ebrei di varie comunità dell'Argentina, ma non solo, con i quali si è costruito un profondo legame di amicizia frutto di un dialogo sincero e fruttuoso. Se ne è infatti parlato durante una serata svoltasi presso il ministero degli Esteri e Culto, concludendo la quale Maria Voce ha ricordato l'obiettivo ultimo del dialogo: «Siamo parte della stessa famiglia, perché figli di Dio, e dobbiamo arrivare a lui, ma dobbiamo arrivarci uniti».

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