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Italia > Società

R come amore

di Giulio Meazzini

- Fonte: Città Nuova

Giulio Meazzini, autore di Città Nuova

I nuovi servizi (e i rischi) offerti dalla Rete, tra amicizie, ricerche, video chiamate e APP. Ci sono anche Città Nuova e Focolare.org



Internet
Ho chiesto al nuovo servizio di ricerca integrata di Google (www.wdyl.com) di cercare la parola “pippo”, curioso di vedere come se la sarebbe cavata. Come risultato mi ha proposto: un video di Pippo e Paperino, il blog di Pippo Inzaghi, il libro Tom e Pippo, alcune immagini del Pippo di Walt Disney, un grafico con la popolarità di Pippo sul web e molto, molto altro ancora.

 

Non male davvero, e siamo solo all’inizio, il servizio è ancora in test. In pratica tutti i servizi offerti da Google in una sola pagina. Sarà così il nostro nuovo motore di ricerca preferito? Il simbolo, un cuore, e il nome, “Cosa ami?”, fanno pensare che quello che viene mostrato attualmente, sia solo un piccolo assaggio di futuri sviluppi in direzione della parola chiave nella vita delle persone: amore.

 

In effetti in questo periodo Google è scatenato: ha appena lanciato il suo nuovissimo social network Google+ che, in pochi giorni, è arrivato a 10 milioni di utenti, con una crescita futura che potrebbe essere esponenziale. Poca cosa, per ora, rispetto ai 750 milioni di partecipanti a Facebook (che secondo qualcuno sarebbe in calo), ma la sfida è ormai lanciata.

 

Nel frattempo FB non sta certo a guardare e inserisce nei profili dei suoi utenti nuovi servizi innovativi, tra cui modalità di ricerca simili a quelle di Google (con Bing di Microsoft) e videochiamate tra tutti i suoi utenti, in collaborazione con Skype.

 

Entrambi, però, si devono guardare da concorrenti imprevisti che spuntano da tutte le parti, come Spotify che ha avuto un’idea geniale: ascoltare gratis in rete la musica che si vuole (la scelta è tra 13 milioni di brani), senza però scaricarla e con un limite al numero di ore nel mese. In cambio uno si becca un bel po’ di pubblicità, ma quello che importa ai ragazzi è che è tutto gratis. Se poi uno si vuole abbonare, può, a pagamento e senza pubblicità, scaricare le canzoni sul proprio mp3 o ascoltare per un tempo illimitato.

 

La concorrenza giova agli utenti, cioè a noi, che riceviamo maggiori vantaggi e possiamo scegliere. Ma ci sono anche i lati negativi, il più grande dei quali riguarda la privacy, cioè i nostri dati personali (e i nostri sentimenti più intimi) che, una volta messi in rete, sembra proprio che siano a disposizione di tutti. Non passa giorno senza la notizia di qualche fuga di informazioni riservate, per un motivo o un altro. L’ultima è dovuta a Reda, giovane marocchino che è riuscito a violare la sicurezza di Facebook impadronendosi di informazioni, video e foto di decine di migliaia di utenti, però solo a scopo dimostrativo, per “educare” gli utenti a gestire bene i propri dati.

 

Per rendersi conto di come sono utilizzati i nostri dati, basta osservare come sono cambiati i motori di ricerca: ormai cercano di interpretare quello che scriviamo già dopo una o due lettere e, mentre ancora non abbiamo finito di digitare la parola, già ci propongono le soluzioni. Poco male, dirà qualcuno. Il fatto è che, se provate a fare ricerche da computer diversi (il vostro e quello di un amico che abita in una città diversa), probabilmente avrete risultati diversi, perché il motore di ricerca ormai “conosce” i gusti di ognuno e profila i risultati (e la pubblicità) in funzione dei vostri interessi, dedotti dalle vostre ricerche precedenti. Incredibile ma vero.

 

Questo significa che non c’è più un risultato oggettivo, valido per tutti, ma che siamo in balia degli algoritmi (segreti) e delle strategie commerciali dei motori di ricerca. Non sembra proprio allegro il nostro futuro, ridotti più a oggetti manipolati a fini pubblicitari che a soggetti autonomi nelle scelte. Ma forse esagero.

 

Per tirarci su di morale, possiamo per fortuna scaricare nel nostro telefonino (in ambiente Apple o Windows mobile o Android) la nuova applicazione gratuita Youcat, preparata da Città Nuova (nel nostro piccolo qualcosa facciamo anche noi), e dedicata a tutti i giovani che vanno a Madrid per la GMG o che da casa vogliono seguire gli eventi e rimanere in contatto. Cosa si può fare con la APP? Un sacco di cose, che aumenteranno man mano che ci si avvicina alla data di inizio della GMG. Per saperne di più basta cercare Youcat col vostro telefonino e scaricarla. E se ancora non vi basta, allora scaricate anche la APP collegata al sito www.focolare.org. E buona navigazione 

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