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Persona e famiglia > Sport

Quelli che… a volte vincono

di Giovanni Bettini

- Fonte: Città Nuova


Il tennista svizzero Stanislas Wawrinka, 28 anni, si è aggiudicato gli Australian Open battendo in finale un sofferente Rafael Nadal. Per Wawrinka è la prima vittoria in un torneo del grande slam: una sorpresa che rispolvera l’umanità del tennis  

Il tennista svizzero Stanislas Wawrinka vince gli Australian Open

Arriva da Losanna, madre svizzera, papà cecoslovacco e un cognome a dir poco improbabile. Lui è il vincitore degli Australian Open 2014 e si chiama Stanislas Wawrinka. «Wawrinka chi?», viene da chiedersi con accento profano. Perché Stan, come lo chiamano tutti, non era di certo il favorito della vigilia nonostante un ottavo posto nella classifica ATP.  Fino a ieri.

6-3, 6-2, 3-6, 6-3 è la combinazione vincente, un ambo secco estratto da Wawrinka sulla ruota di Melbourne dopo due ore e ventun minuti di gioco passati a dar battaglia racchetta in mano contro un mostro sacro del tennis moderno: lo spagnolo Rafael Nadal. Contro i fuoriclasse, si sa, anche i campioni hanno poche speranze, soprattutto quando la si è già fatta grossa una volta. Stan in semifinale infatti si era concesso il lusso di battere il serbo Djokovic, numero due al mondo, in cinque set e la giornata di grazia condita dalla fortuna sembrava già aver fatto il suo corso. E invece no.

La finale comincia con il piede giusto. Stan mette in cascina fieno aggiudicandosi il primo set, facendo segnare già una piccola impresa: vincere un parziale contro Nadal dopo averlo affrontato ben dodici volte. Poi qualche minuto più tardi la svolta. Nel primo game del secondo set lo spagnolo si presenta al servizio e dopo aver ripreso il gioco comincia a toccarsi la schiena. Al cambio di campo Nadal si fa massaggiare steso sul cemento, ma serve a poco. Stan conquista pure il secondo set e si avvia verso un trionfo a mani basse, ma Nadal reagisce, vince la terza ripresa ed esce dal campo chiedendo il time out tecnico. Cosa passa nella testa di un fuoriclasse quando la sua fortezza rischia di essere espugnata non è dato saperlo. Vergogna? Delusione? Mesi di lavoro buttati al vento per una stupida contrattura? Voglia di far le valige e di tornare a casa subito? Di certo è una bella finale, contro sé stessi però, quando di lì a pochi metri c’è un avversario pronto a tirarti giù dal trono.

La partita ricomincia. Wawrinka vince il quarto set e si porta a casa l’Australian Open. A noi dopo tutto cosa rimane? Ci portiamo via il volto di Nadal, fuoriclasse sconfitto costretto a fare i conti con gli umani limiti di una schiena imposti sul più bello e mettiamo nel nostro portafoglio sportivo Stanislas Wawrinka, campione che senza fuoriclasse avrebbe potuto vincere molto di più. Uno che si è permesso di capovolgere l’ordine delle cose grazie al suo semplice essere in campo, da solo contro un gigante, contro la storia. Vogliamo bene a tutti e due, ma permetteteci un buffetto a Stan Wawrinka perché ci insegna a provarci, sempre, nonostante tutto, nonostante tutti. La ruota gira e la vittoria ha tutto un altro sapore.

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