Quel sogno di Colombo

Ha invertito la propria rotta lanciandosi verso l’ignoto. Come Cristoforo Colombo. Per realizzare un sogno. Non più solo il divo televisivo, o l’attore impegnato di Re Lear e di Agamennone, ma un artista motivato che cerca nuove sfide e ama mettersi in gioco con generosità e coraggio. E in questa nuova prova d’attore che lo vede cimentarsi – anche come produttore – nella commedia musicale, sorprende e convince Alessandro Preziosi nel ruolo del grande navigatore genovese. In Datemi tre caravelle – il musical che ha debuttato al teatro antico di Taormina – Preziosi recita e canta, si dà anima e corpo, sfodera grinta ed espressività inedite, regge la scena con autorità attorale. Nel suggestivo scenario archeologico domina la mastodontica scenografia in legno di scalinate che concilia forme avveniristiche e richiami medievali (anche nei costumi), trasformandosi in sala regale e chiesa, locanda e piazza, e con una enorme sfera che avanza, indietreggia e si apre svelando interni colloquiali. A dare consistenza al ruolo e all’intera storia che si snoda attorno al protagonista, sono i testi di due autori impegnati come Carmelo Pennisi e Massimiliano Durante che hanno saputo sciogliere nella vicenda semi di verità coniugandoli, con ovvie licenze, alle regole dell’intrattenimento spettacolare e immettendovi quegli elementi religiosi che ne potrebbero fare – perché no? – un manifesto della nostra cultura dalle radici cristiane. Si parla di aspirazioni e di forza interiore, di magnanimità e di fede, di dimensione spirituale. Di essa – nella fattispecie di devozione francescana – è intriso l’esploratore Colombo raccontato nel momento in cui, ridotto in miseria e rifiutato da tutti per la sua lucida follia di voler scoprire la nuova rotta per le Indie, approda col figlio Diego nella Spagna di re Ferdinando e di Isabella di Castiglia. Dopo molte peripezie, grazie all’incontro col frate francescano Padre Marchena, viene ammesso alla corte dei reali dai quali spera di poter ricevere l’aiuto per l’impresa. Ma le sue argomentazioni solamente ideali non convincono e Colombo, congedato, si riduce a fare il cameriere per sopravvivere. Saranno infine la tenacia, la forza del sogno, la fede provata, e l’amore della giovane Beatrice, a vincere. I reali, nonostante la contrarietà dei saggi di Salamanca, decidono di finanziare l’impresa. Con un autentico effetto scenico lo schermo a guglia sovrastante la scena si trasforma in caravella – o navicella spaziale – con l’esploratore pronto a solcare quell’oceano che invece delle Indie gli farà scoprire l’America. Le espressive coreografie di Gloria Pomardi; le trascinanti musiche scritte dal grande sassofonista Stefano Di Battista che amalgama, con la sua band dal vivo, le melodie cantabili con i moduli del jazz; la voce incomparabile della cantante Nicky Nicolai nel ruolo della regina Isabella; un cast autorevole di attori fra cui Stefano De Sando, Antonio Serrano e la brava esordiente Noemi Smorra; tutto sotto la regia cinematografica (con qualche vuoto e lentezza risolte nel nuovo allestimento al chiuso) del premio Oscar Gianni Quaranta, fanno di questo originale musical una nostra bandiera. Che dopo la tournée invernale varcherà l’oceano per approdare, nell’ottobre del 2006, a New York per il Columbus day. DANZA L’ISOLA DEI TALENTI Per due mesi la Sardegna diventa crocevia della ricerca coreografica italiana e internazionale con nomi celebri, artisti affermati, giovani talenti. Il Festival Internazionale Nuova Danza, diretto da Paola Leoni, giunto quest’anno alla sua XXIII edizione si svolge dal 16/10 al 3/12 in tre diversi luoghi deputati: Al Teatro Auditorium di Cagliari e al Café Alfieri recentemente ristrutturato, e al Teatro Civico di Sinnai. Tre i punti di forza della manifestazione: uno sguardo attento alla scena internazionale, con l’invito a un personaggio di geniale ecletticità come Jan Fabre e Erna Omarsdòttir, artista islandese; l’impegno rinnovato a valorizzare i talenti della diaspora, ovvero quegli artisti italiani che – come Simone Sandroni e Guido Tuveri – hanno dovuto emigrare per affermarsi; infine l’investimento costante sugli artisti italiani – come Rossella Fiumi e Giovanna Summo – che in questi anni hanno speso talento ed energia per alimentare la scena nazionale. Fra gli italiani, spazio anche ai più giovani come Katia Di Rienzo, Fabrizio Podaliri Vulpiani, Daniela Megna e ad una personalità della coreografia insulare emergente: Michela Sale Musio. L’inaugurazione ufficiale è affidata al Balletto di Sardegna.

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