Quanti medici in tv!

Non si sa ancora quando riprenderà la seconda stagione della serie "Doc - Nelle tue mani", ma parte dal 17 ottobre la nuova serie "Cuori" ed è già iniziata "Fino all'ultimo battito". Ancora, su Sky si consiglia la visione di "Transplant"
medici tv

Le serie tv con medici protagonisti non si contano. Tra le più famose il Dr House, ovviamente, ma anche la brigata di Grey’s Anatomy non scherza, e riavvolgendo di un po’ il nastro, non si può dimenticare E.R., con l’affascinante George Clooney, e poi Scrubs, fino alle più recenti The Good Doctor o all’italiana, remake di una spagnola, Braccialetti rossi, o ancora (di nicchia, ma interessante) La linea verticale, con Valerio Mastandrea. Senza dimenticare le diverse stagioni della preziosa docuserie (di Rai3) Dottori in corsia, e infine un interessente progetto recente di Tv2000, dal titolo Allievi, sugli specializzandi del Policlinico Gemelli di Roma.

La lista è davvero molto lunga e arriva al presente della fortunata Doc – Nelle tue mani, con Luca Argentero nei panni del dott. Andrea Fanti, che ha perso la memoria degli ultimi 12 anni di vita. È tratta dalla storia vera del medico Pierdante Piccioni e il grande successo ottenuto lo scorso anno nasce (anche) da una scrittura dal respiro narrativo più vicino alla serialità internazionale che alla fiction italiana. Della seconda stagione si sono già girate metà delle puntate, e l’anticipazione, data dallo stesso protagonista ospite nella trasmissione Da Grande, di Alessandro Cattelan, è che una puntata di Doc 2 sarà interamente dedicata al tema Covid. Argentero ha aggiunto che, girandola, ha indossato a lungo i dispostivi in uso ai medici nei reparti dedicati al virus, e ancora di più, da allora, ha compreso la fatica del loro lavoro e ha voluto ringraziare tutti quelli che ogni giorno si offrono per la salute delle persone. Non c’è ancora una data certa per la messa in onda, sempre su Rai1, delle nuove puntate di Doc – Nelle tue mani, ma si sa, invece, che il 17 ottobre debutterà, sempre sulla rete ammiraglia della Rai, una nuova serie dal titolo Cuori, che parlerà sempre di medici e di corsie di ospedale. Più nel dettaglio di quelle dell’ospedale delle Molinette di Torino, non di oggi, ma del 1967: quando in quella struttura nacque un importante reparto di cardiochirurgia. Anche qui si parte da una base reale, da personaggi esistiti che hanno ispirato quelli della finzione, tra cui quello di un medico appassionato interpretato da Daniele Pecci. Si legge anche che ci sarà spazio per i sentimenti, per le rivalità e per la competizione, in questo progetto diretto da Riccardo Donna che mescolando medical, period drama e un po’ di mèlo, andrà avanti a lungo, visto che gli episodi dovrebbero essere addirittura 18. Vedremo!

Nel frattempo un’altra fiction di medici è appena iniziata, esattamente il 23 settembre scorso e anche qui si parla di cuore, come anticipa già il titolo della serie: Fino all’ultimo battito. La regista è Cinzia Th Torrini, ed è partita molto bene come ascolti. Tra i protagonisti ci sono Marco Bocci nei panni del dott. Diego Mancini, un cardiochirurgo molto bravo, e Violante Placido in quelli di sua moglie; poi la suocera, Loretta Goggi, e Bianca Guaccero in un personaggio borderline, sospeso, almeno nelle prime puntate finora andate in onda (saranno 12 in tutto, gli episodi, per 6 lunedì di seguito) tra il male (la criminalità organizzata pugliese) e il bene (l’affetto per suo figlio). La trama prende avvio da un gesto eclatante, discutibile, eseguito proprio dal protagonista che per salvare il figlio cardiopatico commette l’errore di cui un medico non dovrebbe mai macchiarsi: non considerare i pazienti tutti uguali, ma mettere i propri affetti, i propri – anche se umanissimi, nel suo caso – interessi, prima della deontologia professionale, della donazione della sua competenza e del suo talento al prossimo, senza distinzione di nessun tipo. Da qui una carambola di fatti ansiogeni e sentimentali che impastano il medical col criminal e col family drama. Tanti ingredienti, insomma, compreso l’amore tra i giovani: una pietanza dai diversi sapori, forse sovrabbondante di rami, ma anche qui, alla lunga, bisognerà vedere come il cardiochirurgo uscirà dalle sabbie mobili del proprio errore e se, e come, riuscirà a riscattarsi e a rimettere a posto tutte le cose della sua vita e di quella di chi gli gira attorno, familiari e pazienti.

Anche qui vedremo, e nel frattempo, segnaliamo un altro medical drama che ha appena iniziato il suo viaggio: va in onda su Sky dal 27 settembre scorso, è canadese e si intitola Transplant. E’ composto di 6 episodi totali, e come ogni medical è un contenitore che accoglie al suo interno altre tematiche. In questo caso, ed è ciò che lo rende originale, si parla di emigrazione. In effetti è la storia di un profugo siriano fuggito dalla guerra che lavora come cameriere in Canada pur essendo un medico, ma durante un incidente nel suo ristorante salva molte persone – grazie alla sua esperienza in territori di guerra – e finalmente riesce, dopo questo evento, a lavorare come medico nel pronto soccorso di un buon ospedale. Dal punto di vista del medical drama in senso stretto, la serie è piuttosto classica e sostanzialmente ben fatta: tanti casi difficili, molte vite salvate, alcune no, un po’ di suspense in sala operatoria, un mestiere fatto con passione e senso civico profondo, con grande bravura, con un buon lavoro di gruppo e con alcuni casi, tra i tanti di ogni puntata, diciamo di discussa attualità. La cosa più interessante, ciò che lo distingue da tanti medical, è che il protagonista di Transplant ci parla un po’ della condizione di rifugiato, del suo mondo difficile, della guerra in Siria, e questo rende appunto degno di nota un medical che rafforza il già robusto e smagliante rapporto tra medici e serialità televisiva.

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