Quando prevenire è tutto

La legge del 30 marzo scorso che impone la vendita del sale iodato, se è una novità su tutto il territorio italiano, non lo è ad Urbino, dove tale provvedimento fu preso negli anni Ottanta. A farsene promotore era stato l’allora primario endocrinologo prof. Luciano Donati che, notando tra la popolazione la presenza di gozzo in misura rilevante, s’interrogò sulle cause che ne determinavano una simile diffusione. Mi ero accorto che doveva esserci un focolaio di questa malattia – racconta -, perciò cominciai ad effettuare uno studio clinico-epidemiologico sulla popolazione, confermando nella zona antiche segnalazioni di cretinismo endemico, che si riteneva ormai scomparso. Ascoltai il medico condotto di un paese dell’alto Montefeltro cui nessuno badava, e con lui costatammo la presenza di ben 22 casi di cretinismo endemico. Fu un rilievo eccezionale per l’Appennino centrale, tanto da suscitare l’interesse degli organismi internazionali deputati alla lotta contro i disordini da carenza iodica, che inviarono esperti a verificare la correttezza del nostro studio. Per arrivare alla iodoprofilassi chiesi la collaborazione dei politici e delle varie istituzioni civili e religiose e visitai il 40 per cento della popolazione, recandomi nei vari quartieri e frazioni circostanti la sera, dopo l’orario di lavoro. I politici andarono di là dai loro schieramenti e ciò consentì l’acquisizione degli strumenti adatti a combattere questa malattia. Insieme alla moglie, il prof. Donati ed i suoi collaboratori si dedicano successivamente ad un’opera d’educazione sanitaria nei circoli didattici attraverso la quale è promosso l’uso del sale iodato. E sono i ragazzi stessi ad informare e coinvolgere i loro genitori. Non è che mancassero le difficoltà dovute al mancato appoggio condizionante di sponsor d’industrie, o case farmaceutiche. È stato anche necessario superare l’oscurantismo di qualche medico. Tuttavia lo stimolo a mettermi in gioco era più forte di me, grazie al sostegno di tanti amici come Guglielmo Borselli e Cosimo Calò, ed all’esempio di colleghi che si erano recati in Africa, nella Germania dell’Est. Io ho messo a disposizione la parte tecnico professionale, ma senza di loro avrei anche potuto mollare di fronte a tante difficoltà. Anche se si trattava di rimetterci personalmente, mi ricordavo spesso quella frase del vangelo: Qualunque cosa avete fatto al più piccolo dei miei fratelli l’avete fatto a me e questo mi dava una pace interiore che mi faceva sentire più realizzato come uomo e come medico. Ho esercitato, infatti, la professione in libertà ed indipendenza, cosa molto difficile allora come oggi, contribuendo a far uscire una popolazione da uno stato d’emarginazione e stimolando con i fatti il varo della recente legge. Ho potuto costatare che se si fa vera iodoprofilassi, queste malattie scendono al di sotto del cinque per cento, scompare il cretinismo ed i disordini ad esso correlati che vanno dal franco cretinismo, al gozzo, ai deficit neuropsichici nella scolaresca della zona, come dimostrammo mediante la somministrazione di specifici test psicometrici. Insomma è quella prevenzione primaria che l’Oms auspica e che rimane spesso, purtroppo, inascoltata. Invece la tendenza in genere è di segno opposto. Nel caso nostro: lasciare che si manifesti il gozzo e successivamente andare dall’endocrinologo, effettuare l’ecografia, fare le analisi, ricorrere ai farmaci o alla chirurgia… perpetuando così il nefasto consumismo anche in medicina. Quando invece prevenire, per questa come per altre malattie, sarebbe la cosa migliore

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