Quando la neve uccide

Il fascino crudele delle vette all'origine di rischi non sempre calcolati.
Montagne
Quando sulle Alpi le piste innevate sono sovraffollate perché siamo nel pieno delle ferie invernali, la tentazione più forte è quella di affrontare i fuori pista. A cimentarsi sono spesso i giovani meno avveduti, sui quali spesso di abbattono improvvise slavine. Nel tentativo di salvarli si prodigano gli uomini del Soccorso alpino, correndo gravi rischi. È il caso del 27 dicembre in Val Lasties, sul massiccio dolomitico del Sella, dove per soccorrere due giovani dispersi, anche la squadra di sei esperte guide del Soccorso alpino è rimasta travolta da una valanga. Quattro di loro sono stati ritrovati morti, come pure i due ragazzi che stavano cercando di soccorrere.

Nell’altro emisfero è il bel tempo estivo che, fra dicembre e gennaio, attira gli scalatori. A sfidare il più delle volte le pareti di granito del Cerro Torre, in Patagonia (nella foto), sono valenti alpinisti. Il primo gennaio è stata la volta dell’alpinista trentino Fabio Giacomelli, travolto da una valanga mentre era impegnato sulla parete est insieme all’argentino Elio Orlandi, rimasto illeso. Questi scaverà da solo per tre giorni nella slavina, finché non avrà trovato il corpo ormai senza vita del compagno e non lo avrà trasportato in una fenditura riparata per poterlo recuperare più tardi con l’ausilio di altri.

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