Quando la mamma lavora

“Per esperienza personale e da quanto ho letto, so che nei confronti dei figli il ruolo della mamma è fondamentale specie nei primi tre anni. Eppure molte mamme sono costrette a lavorare, mentre i piccoli vengono depositati all’asilo o affidati alle cure di baby sitter. “E molte sono le donne che si sentono realizzate dal lavoro, mettendo in secondo piano la maternità. Non è questo atteggiamento, sempre più diffuso, molto dannoso ai piccoli?”. Papà di sei figli Condivido pienamente, anche se” Sono certamente più buone le tagliatelle fatte a mano. Ma non è detto che quelle comperate al supermercato siano immangiabili. Né che i bimbi delle madri che lavorano siano peggiori di quelli con la madre sempre a casa. Come pediatra debbo invece registrare, dopo l’ondata femminista, una più attiva presenza paterna nella famiglia. Si vedono papà spingere le carrozzine, aggirarsi sicuri nei supermercati, preparare i biberon in casa, lavare i piatti e, da poco, usufruire del congedo di lavoro “per maternità” al posto della moglie più remunerata. Questo coinvolgimento paterno è senz’altro prezioso, anche per i bambini. Naturalmente resta di fondamentale importanza la presenza materna nei primi mesi di vita. Ma il tipo e l’intensità di amore che i genitori hanno non si misura ad ore.A volte servono più i pochi intensi minuti della mamma che poi esce per lavorare, che non le lunghe ore delle mamme “tuttapresenza”.

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