Qualunque cosa succeda

Umberto Ambrosoli - Sironi
Umberto Ambrosoli

Un pugno nello stomaco. Un libro senza odio e senza rancore, scritto da un figlio con l’affetto e l’ammirazione per il padre. Ma proprio per questo un libro che non passa invano, semplice, efficace e coinvolgente come un thriller. Solo che non è un romanzo, ma la storia vera di Giorgio Ambrosoli, liquidatore unico delle banche decotte di Michele Sindona, lasciato solo dallo Stato e infine assassinato per aver portato a termine con correttezza il compito affidatogli. Per averlo svolto senza compromessi, come un «fare politica al servizio dello Stato e non dei partiti». Cosciente, fin dall’inizio, del prezzo da pagare. Un libro che lascia dentro indignazione e voglia di fare.

 

La storia di Ambrosoli, vista dagli occhi del figlio bambino, si intreccia con la ricostruzione delle vicende del nostro povero Paese nei duri e sanguinosi anni Settanta, un Paese soffocato dagli intrecci tra potere economico-finanziario, interessi criminali e potere politico. Eppure il libro dimostra che il singolo può reagire all’illegalità, perché «il sorriso di mio padre dice che non è affatto scontato che tutti abbiano un prezzo di scambio». Se il nostro Paese può sperare, è perché ad indicare la strada ci sono persone come Giorgio Ambrosoli, persone che, anche nella solitudine, sanno rimanere libere, consapevoli, coerenti: qualunque cosa succeda.

E c’è la generazione dei figli, capace di raccogliere la bandiera dei padri.

Giulio Meazzini

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