Qualità della vita in Italia

Tre indici generazionali messi a confronto dal Sole 24 Ore per premiare le province con il miglior contesto di vita per fasce di età
Foto PEXELS
Foto Pexles

È il nord Italia anche quest’anno a scalare la cima della classifica dell’indagine – giunta al quarto anno − condotta dal Sole24Ore. I parametri di riferimento sono tre fasce d’età: bambini (0-10anni), giovani (18,35), anziani (+65).

Al primo posto per quanto riguarda la vivibilità dei bambini si piazza Sondrio, mentre per la categoria giovani Gorizia fa da capolista. Trento invece è per gli anziani.

Le classifiche misurano le offerte dei territori alle esigenze specifiche dei tre target generazionali, i servizi a loro rivolti e le loro condizioni di vita e di salute. Ciascuno degli indici sintetici è calcolato su 12 parametri statistici, forniti da fonti certificate − come l’Istat, Siale, Infocamere, Iqvia, Ministero dell’Interno − in grado di raccontare il livello di benessere nei territori.

Sud e metropoli

Questi fattori escludono nelle cinque posizioni le città del meridione. Ad eccezione di qualche caso sporadico. Al sud infatti Vibo Valentia è la prima in classifica per imprenditoria giovanile. O ancora Siracusa, Catania e Crotone vedono il podio per l’età media (bassa) delle donne al primo figlio. Inoltre Catanzaro e Pescara si posizionano al terzo e quarto posto per numero di geriatri.

Le grandi città segnano un bollino rosso. Infatti non sono città vivibili soprattutto per il benessere giovanile. Milano è 45esima. Catania, Bari, Palermo, Napoli e Roma (98ª) registrano i punteggi peggiori. Meglio Firenze al 33esimo posto o Bologna al 14esimo.

Indicatori

Per la generazione bambini sono stati presi in considerazione alcuni indicatori legati alla loro qualità di vita come il numero dei pediatri attivi, la competenza numerica e alfabetica non adeguata sugli studenti di terza media, i delitti a danno dei minori e le denunce che ne riguardano.

Per i giovani si parla di imprenditorialità giovanile (imprese con titolare under 35), quoziente di nuzialità (nozze ogni mille abitanti), età media del parto al primo figlio, canone di locazione, disoccupazione giovanile e presenza di bar e discoteche come luoghi di socialità e svago.

Infine per gli anziani si tiene in considerazione il consumo di farmaci per malattie croniche e per la depressione, la presenza attiva di geriatri e infermieri.

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