Quale sanità domani?

La grave crisi economica che stiamo vivendo comporterà modifiche anche sul nostro sistema sanitario.
Alla cassa per il ticket

La grave crisi economica che stiamo vivendo comporterà modifiche tali sul nostro sistema sanitario che ancora non è possibile descrivere esattamente. Tuttavia alcune previsioni si possono fare leggendo il rapporto “Osservasalute” che si basa sul lavoro di 175 esperti di sanità pubblica delle regioni italiane. Già dal 2008 la crisi economica ha reso necessario ridurre i contributi erogati per la sanità. L’aggravarsi della situazione porterà all’aumento dei ticket che forse escluderà i titolari di minor reddito, come i pensionati a basso reddito e i disoccupati. Sono a rischio anche i finanziamenti regionali e comunali per l’assistenza all’infanzia e ai disabili.

Si spera che il tentativo di razionalizzare la spesa per gli acquisti in un unico centro nazionale eviti sprechi, ruberie e faciliti un loro uso corretto, creando turni più adatti all’alto costo delle risonanze magnetiche, tac, pet-tac, altrimenti sottoutilizzate. Senza trascurare le spese correnti per siringhe, indumenti e oggetti di quotidiano consumo. Se ciò avvenisse, i consistenti risparmi potrebbero essere utilmente convogliati su altri settori che ne hanno bisogno. Ma ciò potrà avvenire solo se gli amministratori, i funzionari, il personale medico e paramedico, saranno guidati nel loro operare da una sana coscienza etica, la sola in grado di farci uscire da questo tunnel che appare ancora molto lungo. Si consideri, infatti, che nel 2015 saranno necessari altri 17 miliardi di euro, rispetto a quanto ora spendiamo per curarci. Ed ora la qualità dell’assistenza non è così ottimale come dovrebbe essere, per non parlare delle liste d’attesa che si sono allungate in molte regioni. Il capitolo della spesa farmaceutica dimostra che sta aumentando progressivamente a carico del cittadino, mentre si è ridotta in minor misura sul versante della spesa pubblica.

In conclusione, mentre abbiamo minore capacità di spesa per medicinali e visite, lo Stato è costretto a ridurre i fondi per la sanità, trasferendoli sul cittadino.
Nella prossima rubrica parleremo delle prospettive per migliorare questa situazione.

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