Quale Giacomo?

Soprannominato "figlio del tuono", il fratello di Giovanni gode oggi di un ritorno di popolarità grazie al Cammino di Santiago. Ma storicamente chi era? Ce lo spiega Pierre Forunier nel secondo appuntamento della rubrica
San Giacomo Apostolo

Un tipo decisamente pratico e irruento, non certo uno facile agli accomodamenti. Eppure è il secondo degli apostoli, campione di popolarità negli ultimi anni grazie al Cammino di Santiago de Campostela. Giacomo il maggiore, il fratello di Giovanni, pescatore ed ebreo, era stato uno dei primi a seguire il Maestro. Era lui alle quattro di pomeriggio a pescare con gli altri, lui oggi tra gli apostoli più amati e storicamente con qualche difficoltà di identificazione, ma riconoscibile, a quanto pare, da una delle lettere del Nuovo Testamento, come ci racconta per il secondo appuntamento col libro "Giacomo apostolo" scritto da Pierre Fournier.

«Quali testi, scritti da lui, possiamo meditare? La Lettera di san Giacomo per molto tempo è stata considerata di Giacomo il Maggiore, ma ora i biblisti lasciano la questione sospesa o sono propensi ad attribuirla a un altro Giacomo.
Di fatto non abbiamo altri testi scritti dal nostro apostolo. Però conosciamo bene la sua storia, la sua personalità, dal punto di vista dei quattro Vangeli e del libro degli Atti. Possiamo quindi basarci su questi scritti per conoscere gli episodi più significativi dell’itinerario umano e spirituale di Giacomo. Seguiamo allora l’ordine cronologico degli episodi narrati dai Vangeli, ben sapendo che sono stati scritti alla luce dei racconti della Risurrezione di Gesù e della Pentecoste.

«Innanzitutto disponiamo di notizie relative alla sua chiamata e alla sua formazione: nel primo capitolo vedremo la chiamata da parte di Gesù, nel secondo lo vedremo presente con Gesù che guarisce la suocera di Pietro, poi nel terzo capitolo al fianco di Gesù che risuscita la figlia di Giairo. Segue, nel quarto capitolo, la sua formazione quando Gesù insegna agli apostoli a pregare con l’autentica preghiera del Padre nostro, per passare alla manifestazione di Gesù che, sul monte, si trasfigura in vista della sua Passione (capitolo quinto). Fanno sempre parte della sua formazione alcuni “incidenti di percorso” come quando Giacomo “inciampa” nella tentazione della violenza contro gli altri (capitolo sesto) oppure si lascia prendere dall’ambizione del potere, di cui parleremo nel capitolo settimo. Ogni volta Gesù lo chiama a reagire per riprendersi e lasciarsi riconciliare interiormente al fine di trovare le vie di un atteggiamento più “evangelico”.

«Arriva il momento in cui Giacomo deve varcare nuove soglie, quelle dell’impegno decisivo di seguire Gesù, il quale, appena prima della condanna a morte, si presenta come «via, verità e vita»: siamo al capitolo ottavo. Come viene “segnato” il nostro apostolo dal fatto di essere uno dei testimoni di Gesù che, il Giovedì santo, ci dona in totale amore e Alleanza il suo corpo e il suo sangue istituendo l’eucaristia? (capitolo nono). Arriviamo alla prova della fedeltà al momento della Passione, a cominciare dall’agonia di Gesù nell’orto degli ulivi (capitolo dieci).
La seconda fase della sua vita inizia quando Giacomo ode la richiesta di Gesù risuscitato di portare il vangelo fino “agli ultimi confini della terra” (capitolo undici). Per compiere questa missione, Giacomo deve fare l’esperienza della discesa dello Spirito Santo, il dono che viene dall’Alto: lo vedremo nel capitolo dodici. Fortificato dal fuoco di Pentecoste, Giacomo diventa testimone di Cristo Salvatore, specialmente accanto alle persone deboli, fragili o malate (capitolo tredici). Infine, diventa testimone di Cristo fino al martirio a Gerusalemme. Dopo la morte, il Signore lo accoglie “nel nuovo cielo e nella nuova terra”. E lo integra nelle solide fondamenta della Gerusalemme celeste: siamo al capitolo quattordici. Sostenuti dal suo esempio e con la sua intercessione, camminiamo verso questa Gerusalemme di luce.

«Coinvolti nella meditazione della ricca esperienza di fede di san Giacomo, possiamo certamente continuare a meditare altri episodi nella luce che proviene dalla sua testimonianza: rivivere con lui le nozze di Cana, il viaggio verso Gerusalemme, la risurrezione di Lazzaro, la preghiera nell’orto degli ulivi; riascoltare Gesù che predice la distruzione di Gerusalemme e la fine del mondo (cf. Mc 13, 3-4); e poi nel cenacolo, la lavanda dei piedi. Giacomo ritorna a fare il pescatore in Galilea, con altri discepoli, e Gesù risorto li raggiunge (cf. Gv 21, 1-13)».

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