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Italia > inchieste

Quale futuro per i millennials ?

di Vittoria Terenzi

- Fonte: Città Nuova

Tra stereotipi, nuovi valori e libertà. I risultati dell’indagine di Eurispes su un campione di mille persone tra i 18 e i 30 anni con particolare riferimento alla vita e scelta di coppia

Lavoro, famiglia, figli: cosa è cambiato nei desideri dei giovani oggi? Quali sono le loro aspirazioni, i valori, i progetti per il futuro? Ce lo racconta un’indagine Eurispes, condotta su un campione di mille persone tra i 18 e i 30 anni di età. La ricerca “Soprattutto Io. Coppie millennials tra stereotipi, nuovi valori e libertà”, ha provato a comprendere quanto i modelli del passato siano presenti nell’educazione dei giovani oggi.

L’indagine rivela che uno degli obiettivi importanti per i giovani intervistati è quello di riuscire a costruire una relazione duratura (78,3%). Solo per il 12% si tratta di un obiettivo che ha “poca” importanza e per il 9,7% non rientra nei propri progetti di vita. Sono le donne ad attribuire maggiore peso a questo aspetto: per il 48,8% è “molto” importante, a fronte del 30,3% dei ragazzi. Tra gli intervistati di sesso maschile è più elevata la percentuale di chi risponde che è un aspetto “poco” importante e coloro che non lo ritengono tra i propri obiettivi sono più del doppio rispetto alle donne (il 13,9% contro il 6,4%).

Il vissuto familiare ha una notevole influenza sia sulle scelte di vita che sulla relazione di coppia dei millennials. Per i giovani che sono cresciuti con entrambi i genitori – sposati o conviventi – avere una relazione duratura rientra “molto” tra i propri desideri (45,9%); quelli cresciuti con genitori separati o divorziati rispondono “abbastanza” (41,5%) e, nonostante “molto” sia la seconda risposta scelta (30,3%), le preferenze per “poco” sono il 17,9%. Per coloro che, invece, sono cresciuti con un solo genitore una relazione duratura resta un obiettivo “abbastanza” (36,7%) o “molto” importante (32,7%), ma occorre notare che la somma delle risposte “poco” e “per niente” corrisponde a più del 30%.

Continuando l’analisi delle relazioni con il nucleo familiare di origine, si è cercato di comprendere se e quanto i genitori influenzino le scelte sentimentali dei figli. La maggior parte dei giovani non percepisce la pressione dei genitori in questo ambito (il 46,5% non la avverte affatto, il 24,2% “poco”), anche se circa un giovane su cinque ritiene che i genitori abbiano cercato di influenzare “abbastanza” le scelte sentimentali ed il 9,4% sostiene che lo facciano “molto”. Sono i giovani provenienti dal Nord-Est a soffrire maggiormente i tentativi dei genitori di determinare tali scelte: il 36,1% degli intervistati indica la risposta “abbastanza” e il 16,5% “molto”.

Un dato su cui riflettere, perchè indica un cambiamento di tendenza all’interno della società, è quello riguardante i figli. Molti tra i giovani intervistati, infatti, ritengono che la vita di coppia possa essere appagante anche senza figli (67,6%). Alla domanda: “Secondo te la vita di coppia può essere pienamente appagante anche senza figli?”, nel 45,6% dei casi rispondono che può essere “abbastanza” appagante e, nel 22%, che può essere “molto” appagante. Solo il 32,4% considera la presenza dei figli indispensabile per una vita di coppia soddisfacente.

Anche per quanto riguarda l’ambito lavorativo, si registrano alcune trasformazioni: più della metà dei millennials ritiene opportuno che entrambi i partner lavorino (53,3%), mentre quasi tre su dieci affermano che, se la condizione economica lo consente, uno dei due può non lavorare, non facendo alcuna distinzione di genere. Solo il 18% ritiene che, in quest’ultimo caso, debba essere la donna a rinunciare al lavoro. Sono le donne le più convinte che in una coppia sia opportuno che entrambi i partner lavorino e sono meno d’accordo degli uomini sul fatto che debba essere proprio la donna a rinunciare al lavoro, se la condizione economica lo permette (14,4% contro il 22,6%).

La rilevazione dell’Eurispes ha cercato, inoltre, di determinare quanto la presenza dei figli influenzi la scelta di lavorare o meno. Dai dati emersi, solo il 34,2% dei ragazzi ritiene che la donna debba rinunciare alla carriera per occuparsi dei figli (26,2% “abbastanza” d’accordo, 8% “molto” d’accordo), mentre più della metà è “per niente” (33,8%) o “poco” (32%) d’accordo.

Rispetto all’opinione che sia l’uomo a dover rinunciare alla carriera per prendersi cura dei figli, la risposta “per niente” d’accordo raggiunge il 39,9%, “poco” d’accordo il 32,1%, “abbastanza” il 21,8% e “molto d’accordo” il 6,2%.

Sui temi etici e i valori è stato chiesto ai giovani se alcune leggi o proposte di legge in tema di diritti civili possano essere considerate delle conquiste sociali. Emerge che vengono considerati una conquista sociale – più per le donne che per gli uomini –  il congedo parentale per entrambi i genitori, che raggiunge l’83,7% dei consensi (87,8% delle donne contro il 78,4% degli uomini); l’approvazione di un decreto anti femminicidio (86%); la proposta contro il Revenge Porn, considerato un obiettivo raggiunto dal 72% del campione (77,8% donne, 64,5% uomini); la possibilità di adozione per una persona singola, che raggiunge il 66,1% di persone favorevoli (69% donne, 62,3% uomini).

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