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Persona e famiglia > Famiglia

Qualche volta l’Italia eccelle

di Pietro Capello

- Fonte: Città Nuova

Un progetto finanziato dalla regione Piemonte utilizza gli aerei senza pilota non per scopi militari ma per gestire emergenze ambientali

Progetto smat
Siamo sempre il fanalino di coda dell’Europa? A volte no. Come nel caso del progetto SMAT, finanziato dalla Regione Piemonte, che si conclude in questi giorni. Questo progetto consiste nella dimostrazione della possibilità di utilizzare gli aerei senza pilota, i cosiddetti UAS (Uumanned Aerial Systems), per scopi civili.

 

Gli aerei senza pilota, a volte semplicemente chiamati droni, sono nati in ambito militare e sono stati utilizzati fino ad ora essenzialmente per scopi legati alla Difesa: in genere per le cosiddette missioni 3D – Dull, Dirty, Dangerous (Noiose, Sporche, Pericolose) – perché consentono di volare per lunghe distanze senza l’affaticamento del pilota e di intervenire in aree pericolose. Sono in pratica “i robot dell’aria”. Ora questa tecnologia nata in ambito militare viene utilizzata per scopi totalmente civili, come era  già stato fatto durante il disastro della centrale nucleare di Fukushima per operare senza esporre persone a radiazioni pericolose.

 

 

SMAT dimostrata infatti che gli aerei senza pilota possono contribuire in modo efficace alla sorveglianza del territorio mediante le loro caratteristiche di lunga persistenza, di capacità di volo autonomo, di elevata compatibilità ambientale, di alta efficienza operativa e di versatilità d’impiego. Questo progetto ha dimostrato che esse possono trasmettere alla comunità degli utenti, informazioni essenziali per la gestione di emergenze causate da problemi ambientali, come: dissesto idrogeologico (alluvioni, frane, eruzioni vulcaniche) che ha provocato in passato grandi disastri in Piemonte, incendi, controllo del traffico, controllo dell’urbanistica, dell’inquinamento e delle coltivazioni.

 

SMAT mette in luce che gli sforzi congiunti pagano: il progetto è stato voluto dalla Regione e da tutte le parti civili e sociali; vede la collaborazione di grandi industre, di diverse Piccole e Medie Imprese (PMI) del territorio, degli atenei e dei Centri di Ricerca. E raggiunge un primato: è infatti la prima volta in Europa che 3 sistemi senza pilota (SKY-Y di Alenia Aeronautica, Falco di Selex Galileo, e C FLY della Nimbus, una PMI locale)  operano congiuntamente e contemporaneamente nello stesso spazio aereo; in un’area di volo civile; decollando e atterrando da un aeroporto civile – Levaldigi di Cuneo; in un’area situata su terra e non su mare. Un record da non sottovalutare, per la nostra Italia.

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