Qual è la volontà di Dio?

Nell'udienza del mercoledì papa Francesco ha parlato del significato della frase del Padre nostro "sia fatta la tua volontà". Dio, ha spiegato, cerca l'uomo per amore. Non ha pianificato l’avvenire del mondo in maniera indecifrabile, ma bussa al cuore di ciascuno di noi per salvarci.

Qual è la volontà di Dio? Cosa si intende quando, nella preghiera del Padre nostro, si chiede “sia fatta la tua volontà“? Significa arrendersi passivamente a un destino ineluttabile, piegare servilmente la testa, come farebbero gli schiavi, oppure significa rivolgersi a Dio come figli, sapendo che Egli vuole solo il bene, la vita, la salvezza per l’uomo?

Papa Francesco, in una delle catechesi del mercoledì, offre una risposta molto chiara. L’amore di Dio è rivoluzionario e chiede un cambiamento di mentalità, una vera e propria “inversione di prospettiva”. «Prima della cura del mondo da parte dell’uomo, vi è la cura instancabile che Dio usa nei confronti dell’uomo e del mondo», spiega il papa. Così, il peccatore Zaccheo, sale sull’albero per incontrare Gesù senza sapere che, molto prima, Dio si era messo in cerca di lui. Gesù lo chiama: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Poi dichiara: «Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Ecco, dunque, la volontà di Dio: cercare di salvare quello che è perduto e, nella preghiera, si chiede che vada a buon fine questo desiderio di Dio, che ogni uomo sia salvato.

Dio costantemente cerca l’uomo, lo cerca per amore. Il Padre nostro è la preghiera dei figli che sanno che l’amore è la forza liberante di Dio. Un Dio chiaro, che «non è ambiguo, non si nasconde dietro ad enigmi, non ha pianificato l’avvenire del mondo in maniera indecifrabile», ricorda il papa. Un Dio vicino, che bussa al cuore per portare avanti il progetto di salvezza dell’uomo: «Quanto amore c’è dietro di questo!», esclama papa Francesco.

La preghiera dei figli, quindi, è una «preghiera coraggiosa, anche combattiva, perché nel mondo ci sono tante, troppe realtà che non sono secondo il piano di Dio. Tutti le conosciamo»: la guerra, la prevaricazione, lo sfruttamento… In tutte queste situazioni l’uomo sa che può sollevare lo sguardo e chiedere ‘sia fatta la tua volontà’, cioè il bene dell’uomo, la pace.

«Il cristiano, prosegue il papa, non crede in un fato ineluttabile. Non c’è nulla di aleatorio nella fede dei cristiani: c’è invece una salvezza che attende di manifestarsi nella vita di ogni uomo e donna e di compiersi nell’eternità». Dire “sia fatta la tua volontà” accende nell’uomo lo stesso amore di Gesù per la volontà del Padre, che vuole trasformare il mondo con l’amore.

La preghiera è un atto di fede nell’azione di Dio che può cambiare il male in bene, per questo motivo ha senso affidarsi a Lui nel momento della prova. Anche Gesù, nel Getsemani, si è abbandonato al Padre: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Così i martiri che, nella prova, non cercano la morte, ma ciò che è stato promesso dopo la morte: la Risurrezione.

Nelle prove della vita, sui sentieri più difficili, la certezza è che Dio «sempre sarà con noi, accanto a noi, dentro di noi. Per un credente questa, più che una speranza, è una certezza. Dio è con me. La stessa che ritroviamo in quella parabola del Vangelo di Luca dedicata alla necessità di pregare sempre. Dice Gesù: “Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente”. Così è il Signore, così ci ama, così ci vuole bene».

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