Puglia, mare eccellente e distanziamento fisico

Uno studio del Sistema Nazionale della Protezione Ambientale (Snpa) rivela l'ottima qualità del mare pugliese e della Sardegna. Ma i pericoli legati all'emergenza Covid 19 non sono finiti e, anche le vacanze, dovranno svolgersi all'insegna della prevenzione.

Il mare della Puglia è il più bello d’Italia insieme a quello della Sardegna: a confermarlo è uno studio del Sistema Nazionale della Protezione Ambientale (Snpa) che ha giudicato “eccellente” il livello di qualità delle acque che toccano circa 800 chilometri di costa pugliese.

Si tratta di un altro certificato di qualità per la regione del Mezzogiorno, che si conferma come una delle zone d’Italia più attrattive. Senza dubbio il dato dell’Snpa aumenta il desiderio da parte dei cittadini di andare in spiaggia, tuffarsi nelle acque più pulite del Belpaese, ma purtroppo i pugliesi e non solo potranno godere a metà del loro mare a causa dei protocolli di sicurezza e di distanziamento sociale imposto anche agli stabilimenti balneari che, generalmente dal Gargano al Salento, vengono prese d’assalto.

I gestori dei lidi, oltre ad un forte ridimensionamento della clientela per la riduzione degli spazi per gli ombrelloni, certamente, “si morderanno le dita” sapendo che il loro mare è di altissimo livello e per quest’anno non potrà essere sfruttato al meglio. Da fine maggio molti ombrelloni sono stati riaperti con tutte le norme di sicurezza, di distanziamento e di igienizzazione; sono stati riorganizzati gli spazi creando percorsi di ingresso e di uscita, di accesso al mare; scongiurato il plexiglass, ci saranno spazi più ampi tra un ombrellone e l’altro.

Il personale dovrà prestare maggiormente attenzione all’accoglienza e all’accompagnamento dei clienti. Sarà ovviamente privilegiato il canale delle prenotazioni online. Andare in spiaggia diventerà, quindi, un processo più lungo per i clienti e certamente per i titolari dei lidi si tratta di dure limitazioni, ma il richiamo del mare non fermerà la stagione. Anche se il tempo variabile, con alcune giornate piovose, sta ritardando l’assalto al mare e paradossalmente sta diventando un periodo utile per l’organizzazione dei protocolli di sicurezza.

Sui dubbi dei cittadini e degli addetti ai lavori, interviene l’epidemiologo Pierluigi Lopalco che prova a spiegare: «La sicurezza non può essere affidata alla distanza tra ombrelloni». Il protocollo non è obbligatorio, ma dispone indicazioni generali, perciò l’epidemiologo a capo della task force in Puglia continua: «sulla base di essi è opportuno fare protocolli concreti, anche valutando la fattibilità».

Lopalco cerca di stemperare le preoccupazioni in previsione della stagione balneare: «La distanza necessaria in spiaggia è maggiore rispetto a quella di un metro, perché in spiaggia si sta senza mascherina. Per questo bisogna mettere su un sistema che arrivi a garantire un buon distanziamento, considerando che andare in spiaggia è un’attività all’aria aperta e c’è un sole forte che riduce l’attività del virus».

L’epidemiologo dell’Università di Pisa, quindi, esorta a non abbassare la guardia e a mostrarsi fiduciosi: «Stiamo piuttosto prendendo in considerazione l’occupazione per metro quadro di ogni singolo bagnante, per capire quante persone possono stare contemporaneamente in spiaggia senza creare assembramenti».

Ovviamente è alto l’interesse per la gestione del Covid-19 durante la stagione estiva in Puglia, ma Lopalco torna su altri aspetti della vita quotidiana, dando alcune precisazioni sull’uso dei dispositivi di protezione personale: «I guanti vanno usati in ospedale, altrimenti sono un pericolo di trasmissione per infezione. Le mani le lavo ogni dieci minuti o le disinfetto. I guanti no. Quindi se indosso i guanti, dopo una o due ore si imbrattano, io continuo a toccarci cose e, prima o poi, mi ci stropiccio gli occhi». Inoltre è lo stesso epidemiologo a consigliare di scaricare l’app Immuni attiva in quattro regioni italiane. Oltre la Puglia, partecipano al progetto sperimentale Abruzzo, Liguria, Marche.

Il periodo estivo rappresenta il banco di prova di convivenza con il coronavirus e sarà importante per comprendere le strade che prenderà l’emergenza sanitaria. In Puglia i casi positivi sono sotto i 600. «Da quattro giorni non ci sono casi positivi per data di prelievo tampone. Ovvero, da quattro giorni non ci sono tamponi positivi e quelli registrati erano solo quelli trasmessi e riportati nel database» afferma Lopalco.

Al 10 giugno i guariti erano 3500 circa, con altri 3 deceduti. I numeri confermano, quindi, un notevole calo della potenza del virus. In Puglia è prevista l’organizzazione una rete di 4-5 strutture ospedaliere riservate per pazienti “Covid 19” con la disponibilità di circa 250 posti letto.

La voglia di mare dei pugliesi e dei turisti non deve dunque allentare l’attenzione sulla convivenza con il coronavirus e le conseguenze economiche che stanno portando a galla inevitabili problematiche, ma Lopalco, tra raziocinio e speranza, esorta a rimanere con i piedi per terra: «Prima della crisi economica, bisogna affrontare quella sanitaria, abbiamo un’estate per raddrizzare il tiro. La crisi economica che vediamo è stata causata da una crisi sanitaria. Quindi, prima di una ricostruzione economica penserei a come raddrizzare un sistema sanitario troppo incentrato sulla cura e non sulla prevenzione e non supportato da una forte ricerca». Tutti al mare, allora, ma con responsabilità…

 

 

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