Puglia, la scommessa dei Focolari

La presentazione del libro “La scommessa di Emmaus” (Città Nuova editrice), di Paolo Lòriga e Michele Zanzucchi, è stata l'occasione, a Corato, di approfondire la spiritualità del movimento fondato da Chiara Lubich
Emmaus - libro-intervista

Che cos’è il dialogo per i focolarini? Cosa intendete per fraternità? Il “farsi uno” è una faccenda personale o anche collettiva? Che cosa vuol dire Chiara Lubich per “santità” alla portata di tutti? Quali novità ha anticipato la fondatrice dei Focolari rispetto al Concilio Vaticano II? Come vivete la nuova evangelizzazione alla luce del recente Sinodo dei vescovi? Più che la presentazione di un libro s’è trattato di un vero e proprio fuoco di fila di quesiti su ciò che riguarda la realtà ecclesiale più diffusa al mondo, con la sua presenza in 182 Paesi di tutti i continenti.

Corato, 48 mila abitanti, 55 chilometri a nord di Bari, centro di un territorio che ha saputo innestare una fiorente industria agroalimentare sul tronco di un’antica economia agricola, ha ospitato venerdì 14 dicembre nell’attrezzata sede della Biblioteca comunale un incontro con oltre cento persone. Al centro, il libro “La scommessa di Emmaus” (Città Nuova editrice), nelle cui 190 pagine Maria Voce, attuale presidente del Movimento, racconta – come recita il sottotitolo – “Cosa fanno e cosa pensano i focolarini nel dopo Chiara Lubich”.

Emmaus è il nome che la Lubich assegnò a Maria Voce, conoscendone il profilo spirituale. E la scommessa nella quale è impegnata è di quelle che spaventano anche un Ercole. La prima presidente del dopo fondazione è infatti chiamata a governare e far procedere in unità spirituale e operativa un‘aggregazione complessa (23 diramazioni) nella delicata fase successiva alla scomparsa (avvenuta nel 2008) di una personalità estremamente ricca e poliedrica come lo è stata la fondatrice.

Nell’ora e mezzo di dialogo con Paolo Lòriga – artefice, con Michele Zanzucchi, del libro-intervista – sono emerse le dimensioni spirituale e religiosa della Lubich, ma anche (e forse di più) le vaste implicazioni culturali e sociali, politiche ed economiche del carisma dell’unità. Attingendo al testo, è venuta in evidenza la decisiva posta in gioco per i Focolari nell’attuale fase: quella di coniugare fedeltà alla Lubiche innovazione nella comunicazione e nella prassi per restare al passo con i tempi in così rapida evoluzione.

Altro che semplice presentazione di un volume. S’è trattato in realtà di una bella occasione per illustrare alla città l’apporto culturale e civile che i Focolari stanno offrendo all’Italia in questa fase di accentuato disorientamento e per far conoscere di più il respiro della locale comunità focolarina che collabora con tanti soggetti – presenti in sala anche esponenti della Chiesa valdese – per servire la città all’insegna della fraternità universale. E proprio di questo peculiare apporto ha espresso apprezzamento e gratitudine l’assessore alla Cultura del comune di Corato.

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