Protagonisti del proprio sviluppo

Chiesa e Sud
Manifestazioni

Attenzione alla trappola. Sibila che nulla di nuovo contiene il documento dell’episcopato italiano sul Mezzogiorno appena pubblicato. Siamo invece davanti a ben altro. Anche nel lessico: incisivo e ardimentoso. Che manifesta un approccio culturale al Sud fiduciosamente dirompente. Che convoca e interpella le coscienze dei singoli, ma pure le responsabilità dello Stato e delle istituzioni, della politica e dell’economia, senza escludere il mondo ecclesiale.

«Abbiamo il dovere di annunciare che i cambiamenti sono possibili», scrivono i presuli. Capperi! E chi lo dice più con convinzione pensando al Mezzogiorno. Per questo dicono pane al pane: «Svelare la verità di un disordine abilmente celato e saturo di complicità, far conoscere la sofferenza degli emarginati e degli indifesi, annunciando ai poveri che un mutamento è possibile, è uno stile profetico che educa a sperare».

Stile profetico. Niente di meno serve oggi. La Chiesa – nell’asfittico panorama culturale – può darne ancora prova: «Ecco allora il nostro appello – si legge nel testo –: bisogna osare il coraggio della speranza».

Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno è il titolo del documento. Il ricorso al termine “solidale” è strategico. Perché si sta rischiando una deriva del Sud.

Guardare a questa parte del Paese deve continuare ad essere l’impegno dello Stato e delle pubbliche istituzioni, sottolineano i vescovi. Ma fanno pure presente «alle classi dirigenti e alle popolazioni del Sud di farsi protagoniste del proprio sviluppo», perché opportunità e potenzialità, valori e qualità  non difettano.

«Quella meridionale è questione di tutta l’Italia», ha chiarito mons. Crociata, segretario della Cei. Sa bene che il Paese non crescerà se non insieme. È una faccenda che riguarda tutti. Pertanto la lettura del documento è – in senso civile – doverosa (www.chiesacattolica.it). Costituisce uno strumento di discernimento per ritrovare il senso delle proporzioni tra l’orizzonte del proprio campanile e il bene comune nazionale. È un invito a riflettere insieme, a cercare soluzioni solidali coinvolgendo la propria città, a creare anche ponti e reti tra Nord, Centro e Sud.

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