Prima ti sposo poi ti rovino

Innanzitutto una raccomandazione: non fate caso al titolo, ma agli autori. Prima ti sposo e poi ti rovino è l’ultimo bel film dei fratelli Cohen che ha proprio nel titolo italiano la sua principale e più evidente pecca. Pensatelo, quindi, con il titolo originale, Intolerable cruelty (una delle motivazioni più ricorrenti nelle sentenze di divorzio negli Stati Uniti), che vi aiuterà a entrare da subito nel cuore di questa storia ambientata nel mondo marcio e dorato degli avvocati divorzisti d’oltreoceano. Un microcosmo dove colpi bassi e disprezzo della verità sono le regole del gioco, ipocrisia e avidità i supremi valori che i due protagonisti incarnano alla perfezione: un avvocato divorzista di successo (un incontenibile George Clooney), e una bella avventuriera (Catherine Zeta- Jones) sempre alla ricerca di un pollo da sposare e poi spennare (da cui il titolo). Logico che i due si ritrovino avversari in tribunale, meno prevedibile, invece, vederli davanti all’altare intenti a giurarsi eterno amore. Ma le cose, ovviamente, non sono come sembrano. Il film è una scintillante, godibilissima commedia come non se ne vedevano da tempo, in cui personaggi, interpreti, sceneggiatura e regia concorrono in pari misura a dar vita a uno spettacolo pirotecnico di battute, gag e dialoghi al fulmicotone. Quasi un esercizio di stile per i due geniali cineasti che si divertono, e si vede, a giocare con i classici della commedia brillante americana, diminuendo in parte la consueta dose di sperimentalismo, ma senza rinunciare a imprimere il loro particolare marchio di fabbrica, fatto di situazioni al limite del surreale e personaggi sempre un po’ sopra le righe. Un successo da attribuire anche a un Clooney in stato di grazia, che indovina con questa interpretazione il personaggio della vita e riesce a mettere in mostra il suo vasto campionario di espressioni e facce buffe senza mai neppure sfiorare la soglia del ridicolo. Dalla premiata ditta Joel ed Ethan Cohen risate assicurate senza pregiudicare l’intelligenza e, vale la pena sottolinearlo, senza ricorrere alla minima volgarità. Regia di Joel ed Ethan Cohen; con George Clooney, Catherine Zeta-Jones, Billy Bob Thornton, Geoffrey Rush.

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