I premi Danza&Danza 2020

Annunciati, come da tradizione nel primo numero di gennaio della rivista, i riconoscimenti assegnati a coreografi, interpreti, spettacoli e nuove realtà, visti in Italia nell'anno appena trascorso, caratterizzato dalle restrizioni dovute alla pandemia
Sonoma, di Marcos Morau ©Alfred_Mauve

«Minacciata dall’intermittenza di aperture e chiusure, cadenzata da cancellazioni e nuovi slanci, sospesa tra reale e virtuale, l’arte nel 2020 ha sofferto. Eppure sin dalla prima riunione della nostra giuria per l’assegnazione dei premi, il numero delle candidature superava di gran lunga quello del passato. Come se in questo anno tempestato di difficoltà, l’urgenza di creare e di danzare fossero più vivide… E la necessità ha aguzzato l’ingegno con, ad esempio, festival interamente reinventati in poco tempo. I premi assegnati in questa edizione di Danza&Danza acquistano perciò un valore ulteriore proprio in considerazione della grande difficoltà vissuta dall’intero comparto dello spettacolo dal vivo».

Così Maria Luisa Buzzi, direttore della rivista Danza&Danza e presidente della giuria, introduce, nell’editoriale del numero 296 da gennaio in edicola, il Palmarès 2020 dei premi assegnati. I Premi D&D 2020 sono i riconoscimenti annuali a interpreti, coreografi, spettacoli, realtà nuove, distintisi nell’anno appena trascorso sui nostri palcoscenici, e la segnalazione dei migliori talenti italiani all’estero. Da evidenziare subito che, alle varie categorie, quest’anno è stato aggiunto il “Premio Speciale”, assegnato al Festival BolzanoDanza per l’originale progetto “EDEN” ideato dal direttore artistico Emanuele Masi. Si è trattato di spettacoli costituiti da tre assoli creati per un unico spettatore alla volta nella sala vuota del grande Teatro Comunale, a firma dei coreografi Rachid Ouramdane, Carolyn Carlson, e Michele Di Stefano.

“Le Corsaire” al Teatro dell’Opera di Roma, photo G. Distefano

Per la categoria “Spettacolo classico” il plauso va alla rivisitazione, snellita e agile, di un balletto meno frequentato del repertorio russo ottocentesco: Le Corsaire di José Carlos Martinez andato in scena al Teatro dell’Opera di Roma, purtroppo per poche repliche causa la chiusura dei teatri per il sopraggiunto lockdown di marzo. Miglior “Spettacolo contemporaneo” è Sonoma del geniale e visionario Marcos Morau per la sua compagnia La Veronal, che ha debuttato in prima mondiale al Festival Oriente Occidente di Rovereto.

Danza&Danza
“Genealogia_time specific” di Luna Cenere.

Sempre questo Festival, diretto da Lanfranco Cis, ha prodotto il lavoro di un’altra premiata, Luna Cenere come coreografa emergente, che nel suo “Genealogia_time specific”, ha creato, nello spazio all’aperto della Campana dei Caduti di Rovereto, al crepuscolo, un suggestivo rito con ventitré performer.

“Don Juan” di Johan Inger – Aterballetto, photo Viola Berlanda

La migliore “Produzione italiana” premia un ex-aequo: Don Juan di Johan Inger per Aterballetto, che ha fatto in tempo a debuttare al Comunale di Ferrara e al Théatre de Chaillot di Parigi prima della sospensione, e Toccare_the White Dance di Cristina Kristal Rizzo, spettacolo coprodotto da Torinodanza e MilanOltre. Tra gli interpreti premiati c’è la russa Maria Kochetkova, oggi nelle fila del Finnish National Ballet, per il ruolo di Kitri nel Don Chisciotte al Teatro San Carlo di Napoli.

Tre altri interpreti premiati per i loro rispettivi assoli: Annie Hanauer con il suo EDEN_selon Rachid firmato da Rachid Ouramdane; l’étoile dell’Opéra di Parigi Hugo Marchand in scena al Ravenna Festival per il Gala Duets and solos, curato da Daniele Cipriani, interprete di A Suite of Dances di Jerome Robbins sulle note di Bach eseguite dal violoncellista Mario Brunello; e Edivaldo Ernesto, straordinario danzatore d’impeccabile tecnica ed espressività, interprete del lancinante assolo a sfondo razziale I can’t breathe, brano iniziale del più vasto spettacolo Dialoge 20-Terra sacra di Sasha Waltz al Romaeuropa Festival.

Quattro i premiati come “Interpreti emergenti”: Claudia D’Antonio del Teatro San Carlo di Napoli, interprete versatile nello spaziare tra il classico e il contemporaneo; l’argentina Maria Celeste Losa, una delle punte nascenti del Corpo di ballo del Teatro alla Scala; e la coppia artistica e performers freelance Giulio Petrucci e Jari Boldrini, formatosi, il primo alla Scuola di ballo dell’Accademia alla Scala e in seguito nella fila della Kibbutz Contemporary Dance Company; il secondo all’Opus Ballet di Firenze e interprete, tra il resto, in numerosi lavori di Virgilio Sieni. “Miglior coreografo” è il 33enne francese Noé Soulier, filosofo e dancemaker, neodirettore del Centro Nazionale di Danza di Angers, omaggiato alla Biennale Danza di Venezia con due differenti lavori. Il diciottenne talentuoso Marco Masciari, entrato da pochi mesi al prestigioso Royal Ballet; e Letizia Galloni, tra le danzatrici più interessanti dell’Opéra di Parigi, vista al festival di Bassano Opera Estate accanto ad Alessio Carbone nel duetto Togheter alone di Benjamin Millepied, sono i due premiati come migliori “Danzatori all’estero”.

Liliana Cosi

A Liliana Cosi va il “Premio alla carriera”, per il suo luminoso e intenso passato di étoile e per l’impegno anche formativo e didattico testimoniato indefessamente in tanti anni di attività. All’estro del fiammingo Wim Vandekeybus, coreografo, regista e filmaker, viene attribuito il premio “Creazione per lo streaming”, una nuova categoria del Premio D&D nell’anno in cui la fruizione spettacolare in streaming ha caratterizzato la nostra visione online. Il suo Draw from Within, una creazione cinematografica con diciassette danzatori all’interno degli studi londinesi della compagnia Rambert, rappresenta un viaggio visionario che intreccia racconti di amore, di nascita e di morte.

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